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Privatizzazione degli ospedali, doppia manifestazione ad Albenga e Cairo fotogallery

Ad organizzare la protesta il gruppo dei "Cittadini Stanchi" di Albenga e i due gruppi savonesi "Invisibili" e "Gruppo Antipolitico Savonese"

Albenga/Cairo Montenotte. Doppia manifestazione, questa mattina, per la difesa della sanità pubblica davanti agli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, che nei piani della Regione nei prossimi mesi dovrebbero passare in gestione ai privati. Ad organizzare la protesta il gruppo dei “Cittadini Stanchi” di Albenga e i due gruppi savonesi “Invisibili” e “Gruppo Antipolitico Savonese”.

Manifestazione contro la privatizzazione della sanità

Angelo Pallaro, portavoce dei “Cittadini Stanchi”, dice: “Noi cittadini, specialmente di Albenga non abbiamo mai avuto una risposta. La giunta regionale, in primis il governatore Toti e il vicepresidente Viale, ha promesso di venire qui a spiegarci i motivi della privatizzazione, ma hanno sempre rimandato e, alla fine, non sono mai venuti qui. Ormai è tardi. A giugno apriranno le buste del bando europeo per la privatizzazione, ma non ci arrendiamo e con i nostri avvocati stiamo preparando un ricorso al Tar della Liguria. Negli anni, complici tutti i partiti, dalla sinistra alla destra, è iniziato il degrado e i tagli esagerati e inarrestabili alla sanità. Un privato se viene qua, viene per guadagnarci qualcosa e non possono farci credere che non cambi nulla o quasi rispetto al pubblico. Dovevano venire a darci delle spiegazioni ormai  più di un anno fa: ora non sono certo persone gradite ad Albenga”.

Spiegano gli organizzatori della protesta cairese: “I casi di malasanità accadono, nella stragrande maggioranza, nel settore pubblico e non in quello privato. Questo non succede per caso, ma per un chiaro disegno politico che è quello di tagliare, anno dopo anno, fondi e risorse per far credere al popolo che l’unica strada percorribile sia la privatizzazione. Ma che la privatizzazione sia un male per questo paese è pià che evidente. Dove è arrivato il privato sono arrivati problemi per i cittadini, che già pagano un dazio enorme per scelte economiche e politiche scellerate”.

“La privatizzazione porta tagli al personale, aumento dei costi per i cittadini ed un futuro assolutamente incerto e nebuloso per quanto riguarda la sanità. Basta vedere cosa sia successo nei giorni scorsi. A Pasqua il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, prima si è fatto immortalare per becera propaganda politica con l’uovo di Paqua in mano a fianco dei bambini del Gaslini di Genova. Poi, il giorno dopo, ha fatto tagliare i fondi per 800 mila euro, facendo ridurre il personale addetto alla pulizia dell’ospedale. Questo è un chiaro segnale che la politica è serva del sistema delle lobby finanziarie e fa capire ulteriormente, se mai ci fossero dubbi, che questa politica sta spianando la strada ai privati che gestiranno le strutture ospedaliere. Questo non può essere accettato dal popolo. Ricordiamo che esiste una carta costituzionale che all’articolo 32 fa riferimento al diritto dell’ammalato a difendere la sanità pubblica. Che tale deve rimanere in memoria di chi ha combattuto per ottenere questi diritti”.

“Ma a quanto pare a questo politica non interessa niente dei diritti delle persone, visto che (per fare un esempio) anche i posteggi all’interno degli ospedali diventano strumento di business che sfrutta le sofferenze delle persone. Così in questa società democratica abbiamo i posteggi gratuiti nei centri commerciali e a pagamento per gli ammalati. Questi politici liguri sono quelli che fanno pagare 3 mila euro il corso da Oss, mentre in Piemonte il corso è gratuito. Oggi vorremmo chiedere a Toti come mai i fondi della comunità europea stanziati per questi corsi formativi in certe regioni vengono distribuiti e in altre vengono fatti sparire”.

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