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Polemica outdoor nel finalese, il sindaco Frascherelli: “È tempo di regole e controlli”

Il primo cittadino finalese precisa in merito alle polemiche di questi giorni: "Non vogliamo punire, ma solo tutelare il territorio"

Finale Ligure. Prosegue nel finalese ma anche in tutta la Val Maremola il dibattito sulla gestione del turismo outdoor, ormai punta di diamante della nostra offerta ma anche al centro di feroci polemiche sul fronte di massicce presenze e tutela del territorio. Incontri, riunioni e tavoli tecnici tra amministrazioni comunali, associazioni sportive, ambientalisti e operatori del settore ad ora non hanno portato a conclusioni e soluzioni concrete, tuttavia è chiaro (con la Regione che osserva) che il processo di regolamentazione è ormai in atto e dovrà produrre atti e fatti concreti.

La Val Maremola, potenziale costola del bacino finalese e pronta ad offrire una offerta outdoor integrata, ha cercato di giocare d’anticipo con un regolamento condiviso su comportamenti di biker e turisti sportivi e manutenzione del territorio, guardando anche alla sicurezza stradale, per gli shuttle ma non solo, un processo ancora in itinere ma ormai tracciato.

E dopo le polemiche di queste giorni che hanno investito il finalese, prima con la vicenda delle multe, poi con le prese di posizione sul caos provocato sui sentieri e nel borgo e infine la vicenda delle arrampicate, questa mattina è arrivata la presa di posizione ufficiale del sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli, pronto a coordinare ogni azione che possa arrivare al risultato di un outdoor sostenibile, regolamentato e curante del territorio, senza per questo rinunciare ai flussi e alle presenze turistiche.

“I climber sono i benvenuti nel finalese – dice Frascherelli -. Finale Ligure ed il finalese sono tra i luoghi più amati e frequentati dagli amanti di questo sport e non solo da oggi ma da decenni. Negli ultimi anni e pensiamo anche nel futuro gli amanti ed i praticanti saranno sempre di più. L’arrampicata indoor attira sempre più ragazzi e la partecipazione del climbing alle prossime olimpiadi farà altrettanto”.

“Il finalese è un territorio unico e molto fragile nel quale sopravvivono esemplari unici, sia animali che vegetali, e nel quale in questi anni l’attività sportiva si è sviluppata spontaneamente, riuscendo, fino ad oggi, a preservare la particolarità ed anche l’aspetto magari non selvaggio, ma sicuramente genuino del suo territorio” aggiunge ancora il primo cittadino finalese.

“I numeri del fenomeno e del successo del turismo sportivo necessitano però di una maggiore attenzione, di regole condivise e di controlli. Non perché si voglia punire ma perché si vuole rendere ancora più fruibile e attraente il nostro territorio”.

“Abbiamo pertanto deciso di dare vita ad un tavolo di confronto permanente tra amministrazioni, associazioni sportive, arrampicatori, ambientalisti, imprenditori, operatori culturali al fine di coordinare le rispettive iniziative e operare tutti insieme nella stessa direzione per il medesimo fine: la tutela, la promozione e la valorizzazione del finalese e del suo ambiente unico” conclude Frascherelli.

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