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Piaggio, al vaglio del parlamento l’acquisto di 20 nuovi P2HH per 766 milioni di euro

Il P2HH pare avere più chance del suo predecessore P1HH

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Villanova d’Albenga. Passa anche e soprattutto per l’acquisto da parte dell’Aeronautica Militare di 20 nuovi droni P2HH per un totale di 766 milioni di euro in 15 anni il futuro della Piaggio Aerospace di Villanova d’Albenga.

Lo scorso 2 maggio il capo di stato maggiore Enzo Vecciarelli, il colonnello Luca De Martinis ed il generale Giandomenico Taricco hanno riferito alla commissione speciale del Senato incaricata di valutare gli atti urgenti del governo: tra questi, l’acquisto proprio lo sviluppo e l’acquisto di velivoli a pilotaggio remoto, cioè il nuovissimo P2HH di Piaggio, oggetto del decreto presentato a febbraio scorso al parlamento dal ministro della difesa Roberta Pinotti e che nei piani dovrebbe sostituire i Predator comprati dagli Usa negli anni scorsi e ormai obsoleti.

Che il nostro paese sia particolarmente interessato a questi velivoli non è una novità. Il nostro paese è da tempo coinvolto, attraverso Leonardo, allo sviluppo del drone Euro Male R-pas con Francia, Germania e Spagna. Resta ora da capire in quale delle due scarpe il Governo vorrà mantere il piede.

Il prototipo del P1HH, che è figlio del P180 e da cui il P2HH deriva, non ha entusiasmato i vertici dell’Aeronautica, che lo hanno definito un velivolo strategico “di fascia bassa” a causa di “computer di bordo che non consentono una sua evoluzione” e “una struttura pesante” e “sistemi informativi inadeguati”.

Al contrario, il P2HH pare avere più chance. Lo ha confermato lo stesso Vecciarelli, che lo ritiene anche superiore all’Euro Male R-pas di cui egli stesso ha rivendicato la paternità e la “genesi”.

Non mancano le incertezze rispetto ai tempi di realizzazione, ai costi, all’opportunità di avviare un programma di sviluppo a lungo termine ed effettuare un investimento di 51 milioni annui per 15 anni. Senza dimenticare la “scarsa esperienza” di un’azienda che fino a pochi anni fa si occupava unicamente di velivoli civili e tenendo ben presenti i ritardi sulla produzione del P1HH, che ad oggi non è stato ancora consegnato alla proprietà di Mubala (che pure ne ha chiesti otto)

Piaggio è però ottimista. Come spiegato qualche mese fa dall’Ad Renato Vaghi a “Il Sole 24 Ore”, l’obiettivo dell’azienda è “consegnare almeno otto P180 entro quest’anno” e, sempre quest’anno “completare la prima fase di sviluppo e portare in servizio l’Hammerhead” con la consegna dei primi esemplari.

Ora la palla passa al parlamento, che dovrà decidere se finanziare o meno il progetto.

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