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Parlamento europeo, Benifei: “Tajani parli chiaro: vuole o non vuole abolire i tirocini non retribuiti?”

"Un quarto degli stagiaire dei deputati riceve un rimborso nullo o inferiore ai 600 euro mensili"

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Liguria. L’eurodeputato del PD Brando Benifei, assieme ai colleghi dell’intergruppo parlamentare politiche giovanili che presiede, ha organizzato un flash mob di fronte all’aula del parlamento europeo per ribadire quanto già chiesto al presidente Tajani nell’ambito della campagna #Fairinternships in favore di tirocini di qualità e retribuiti all’interno delle istituzioni europee: l’abolizione degli stage non pagati e privi di un progetto formativo definito entro la fine della legislatura.

Un anno fa, l’intergruppo ha pubblicato i risultati di un sondaggio condotto fra gli stagiaire assunti negli uffici degli eurodeputati e presso i gruppi politici. Ne è emersa una situazione problematica: un quarto degli stagiaire dei deputati riceve un rimborso nullo o inferiore ai 600 euro mensili, stessa percentuale per quei ragazzi che non concordano preventivamente gli obiettivi formativi della loro esperienza. Il 10 per cento dichiara di lavorare fra le 50 e le 60 ore settimanali.

Afferma Benifei: “Sempre più spesso, nell’ accesso al mercato del lavoro, i giovani si trovano intrappolati in una spirale di tirocini non pagati e altre forme di lavoro atipiche. Noi, come co-legislatori Ue, dovremo continuare a lavorare per migliorare questa situazione, e l’annuncio odierno del presidente Juncker su maggiori stanziamenti per i giovani nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea è un segnale positivo, ma proprio per questo il parlamento europeo dovrebbe dare l’esempio”.

Più di 140 Eurodeputati hanno già firmato il “Manifesto per i tirocini di qualità”, inviato al Presidente Tajani nel giugno 2017. Tajani in ottobre ha promesso di esaminare la questione e presentare una sua valutazione all’ufficio di presidenza del parlamento europeo.

Dichiara ancora Benifei: “È stata l’unica comunicazione pervenutaci. Sappiamo che la maggioranza dell’ufficio di presidenza è disposta a cambiare le regole, ma solo Tajani può concretamente avviare un tavolo di lavoro ad hoc. Il tempo sta per scadere, se vogliamo ottenere risultati prima della fine del mandato. Tajani parli chiaro: vuole o non vuole abolire i tirocini non retribuiti? Undici mesi di silenzio sono troppi”.

L’europarlamento non è l’unica istituzione europea che dovrebbe migliorare le condizioni di assunzione e di lavoro degli stagiaire. Anche presso la commissione alcuni percorsi non sono codificati: si tratta dei cosiddetti tirocini atipici. A giugno 2017 erano 218 i tirocinanti assunti nelle varie direzioni generali al di fuori del programma ufficiale “Blue Book”.

“La commissione non li paga perché questi tirocini sono offerti principalmente nell’ interesse dei giovani e non in quello dei servizi che li ospitano” è la spiegazione offerta in risposta all’interrogazione dell’intergruppo politiche giovanili che chiedeva chiarezza su questa tipologia di stage. Secondo Benifei “la difesa della commissione è inaccettabile. La remunerazione dovuta ai giovani per il lavoro che producono non può essere sostituita da esperienza o reputazione”.

“La commissione dovrebbe elaborare urgentemente un quadro di riferimento unico per garantire la trasparenza del processo di assunzione, istituire condizioni rigorose per le categorie di persone che possono svolgere tale tirocinio e garantirne la remunerazione. È ora che ciascuno si prenda le proprie responsabilità di fronte agli elettori e ai tanti giovani che già guardano all’UE con cinismo e distacco, a partire da noi eurodeputati. Lo status quo si può cambiare per estendere le tutele dei giovani lavoratori all’interno del Parlamento; se Tajani non intende farlo, lo dichiari apertamente”.

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