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Loano, il progetto “Araba Fenice” esportato anche nell’Asl5 di La Spezia

Il corso si pone l'obiettivo di aumentare la sicurezza degli operatori sanitari, sempre più spesso vittime di aggressioni fisiche e verbali

Loano. Sarà “esportato” anche presso l’Asl5 di La Spezia il progetto “Araba Fenice” ideato e promosso dall’associazione sportiva Krav Maga Parabellum di Loano.

Il progetto nasce nel 2013 e si pone l’obiettivo di aumentare la sicurezza degli operatori sanitari, sempre più spesso vittime di aggressioni fisiche e verbali, fornendo metodologie, comportamenti e tecniche su come valutare, gestire e arginare le situazioni potentzialmente pericolose. Il corso prenderà il via lunedì 21 maggio presso il polo universitario di La Spezia,

Il servizio di pianificazione e qualità organizzativa dell’Asl5 spezzina ha organizzato e accreditato questo corso formativo dal titolo: “Implementazione della sicurezza per gli operatori del sistema sanitario”.

Spiegano da Krav Maga Parabellum: “L’annoso problema delle aggressioni a danno del personale sanitario è molto diffuso e non riconosce significative differenze di genere o di ruolo anche se, tra tutti gli operatori sanitari, gli infermieri sembrano quelli maggiormente esposti perché a diretto contatto con il paziente e perché devono gestire rapporti caratterizzati da una forte emotività con soggetti che si trovano in uno stato di frustrazione, vulnerabilità e perdita di controllo. Pur rappresentando un fenomeno in forte crescita, le aggressioni sono raramente segnalate anche perché questo atteggiamento, molto probabilmente, è influenzato dal ruolo sociale e da fattori culturali: molti infermieri continuano a considerare le aggressioni come parte integrante del proprio lavoro”.

“Il National Institute of Occupational Safety and Healt (Niosh), definisce la violenza sul posto di lavoro come ‘ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica sul posto di lavoro’. Il ministero della salute con la raccomandazione numero 8 del 2007 definisce: ‘Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione’. Questo increscioso fenomeno desta tanta più attenzione se si considerano le conseguenze che da esso derivano ( shock, incredulità, senso di colpa, aumento dei livelli di stress: sono solo alcuni degli effetti che ciascun episodio può avere su ogni operatore coinvolto e questo, oltre ad avere un impatto negativo sui costi della sanità pubblica e sul efficienza organizzativa, interferisce con l’erogazione di cure di qualità.)”.

Gli operatori interessati da queste cinque edizioni sono medici, infermieri ed educatori provenienti da vari servizi: pronto soccorso di spezia di sarzana, dalla medicina d’urgenza, dal 118, dal pronto soccorso pediatrico, dalla pediatria, dalla ginecologia e dalla neuropsichiatria.

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