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I Giovani per la Scienza dal Campus alla Città dei Bambini per far fare esperimenti ai più piccoli foto

In piazza del Brandale è stato possibile vedere una quarantina di progetti realizzati dai soci dell'associazione

Savona. L’educazione alla scienza comincia sin dalla più tenera età. I bimbi sono i primi a domandarsi “Che cos’è?”, “Come funziona?”, per loro il primo modo per conoscere è provare, sperimentare. Proprio per avvicinare i più piccoli a questo mondo, nel weekend, l’associazione “Giovani per la Scienza” di Savona ha partecipato per la seconda volta all’evento “Savona: la Città dei Bambini”, ideato dalla compagnia teatrale “Nati da un Sogno”.

I giovani soci dell’associazione, che hanno dai 14 ai 18 anni, hanno avuto quindi la possibilità di spiegare ai bambini e alle loro famiglie i progetti su cui hanno lavorato. Un’opportunità che ha permesso loro di misurarsi col dover spiegare concetti scientifici complessi in modo semplice e far appassionare grandi e piccini alla scienza. La grande affluenza di pubblico ne ha confermato il successo.

I Giovani per la Scienza hanno portato un “clinometro”, strumento da loro costruito al Ferraris-Pancaldo, e dalla distanza di 25 metri hanno misurato l’altezza delle torri del Riario e dei Corsi del complesso del Brandale. I bambini hanno scoperto che con un po’ di trigonometria si può calcolare l’altezza anche di un gigante.

I visitatori sono passati tra i diversi tavoli, allestiti con esperimenti d’ogni tipo costruiti dai giovani soci nei loro laboratori presso il Campus Universitario di Savona, hanno potuto osservare come un marshmallow si gonfi sotto una campana sottovuoto, come la luce attraverso uno spettrometro si divida nei colori dell’arcobaleno, come un programma informatico permetta di riconoscere diversi colori e trasformarli in musica, come un uovo d’alluminio stia in piedi grazie a un campo magnetico rotante, inventato da Nikola Tesla, come fare con un circuito elettrico per accendere lampadine, come una calamita crei forme particolari con il “ferro liquido”, come con un piano inclinato, sul modello di Galileo Galilei, si possa studiare l’accellerazione dei corpi, come divertendosi a girare su uno sgabello si capisca perchè si riesce a stare in equilibrio sulle biciclette solo quando vanno e come infine un pendolo mantenga il suo piano d’oscillazione conservando l’energia.

Passando dall’elettromagnetismo all’ottica, dal pendolo al piano inclinato, bambini e bambine hanno scoperto quali principi governano il mondo intorno a noi.

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