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Furto di edera alla caserma della guardia di finanza: patteggiano e il risarcimento per le Fiamme Gialle va al Gaslini

A giudizio c'erano due albanesi: in aula hanno spiegato che non volevano entrare nel comando dei finanzieri savonesi

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Savona. Nel marzo scorso erano finiti in manette dopo che avevano cercato di rubare l’edera che ricopre il muraglione esterno della caserma “Damiano Chiesa” della guardia di finanza di Savona. Per quella vicenda, questa mattina, due albanesi, Gezim Elmadhi, 22 anni, ed Emilian Vogli, 29 anni, entrambi domiciliati a Taggia, hanno patteggiato rispettivamente un anno di reclusione e 180 euro di multa e nove mesi di reclusione e 120 euro di multa con la pena sospesa.

Per poter patteggiare i due imputati si erano impegnati a risarcire il danno alle Fiamme Gialle versando 100 euro che sono stati donati all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Le manette per la coppia di albanesi erano scattate dopo che uno dei due era stato notato aggirarsi all’interno del perimetro del comando delle Fiamme Gialle savonesi. Un’intrusione che non era passata inosservata agli occhi dei finanzieri che li avevano arrestati.

Durante l’udienza di convalida Elmadhi e Vogli, che erano difesi rispettivamente dagli avvocati Bianca Moggia e Pierluigi Pesce, avevano spiegato di essersi arrampicati con una scala sul muraglione per staccare la pianta rampicante (che avrebbero poi rivenduto attraverso il mercato “nero” del verde ornamentale), ma avevano candidamente ammesso di non essersi resi conto di trovarsi sul perimetro esterno della caserma della guardia di finanza.

A tradire i ladri di edera era stato proprio il fatto che uno di loro, Gezim Elmadhi, si sia calato all’interno dell’edificio militare per tagliare dall’alto la pianta. In quel momento (erano circa le 8,15 di mattina), un finanziere aveva notato l’insolita presenza ed era scattato l’allarme: pochi minuti dopo i due albanesi, insieme ad un terzo connazionale minorenne, erano stati bloccati sul retro della caserma dove stavano caricando due “balle” del rampicante su un Fiat Scudo. Per i due maggiorenni erano quindi scattate le manette con l’accusa di concorso in tentato furto per essersi introdotti all’interno della sede del comando delle Fiamme Gialle. Il più giovane del trio, che ha 17 anni, era stato invece accompagnato in un centro di prima accoglienza di Genova in accordo con la Procura per i minori di Genova.

Sul furgone erano poi stati sequestrati anche gli attrezzi da “giardiniere”: una sega metallica e due cesoie.

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