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“Furbetti” del cartellino nel Comune di Varazze: definite le posizioni dei tre operai accusati di truffa

Uno ha patteggiato, uno è stato rinviato a giudizio mentre il terzo ha estinto il reato con la messa alla prova

Varazze. Si è chiusa con un patteggiamento, un rinvio a giudizio ed una sentenza di estinzione del reato per l’esito positivo della messa alla prova l’udienza preliminare relativa all’indagine per truffa sui presunti “furbetti” del cartellino di Varazze che vedeva coinvolti tre operai del Comune: Giuseppe Sirello (nel frattempo andato in pensione), Augusto Tagliero e Maurizio Di Leo.

Il gup Francesco Meloni ha rinviato a giudizio Tagliero che aveva preferito essere giudicato con il rito ordinario (per lui il processo inizierà il prossimo 25 ottobre). Ha patteggiato invece un anno e sei mesi di reclusione e 400 euro di multa Sirello (che ha anche risarcito il danno, quantificato in circa 400 euro, al Comune). Infine Di Leo, che ha positivamente concluso il percorso di messa alla prova e risarcito l’Ente (a lui veniva contestato un danno di circa 184 euro), ha estinto il reato.

Secondo la Procura, i tre (che erano stati pedinati e filmati per diversi giorni dai carabinieri di Savona nell’ambito di un’operazione battezzata “Golden Badge”) timbravamo il cartellino e poi però si assentavano dal lavoro. Gli episodi contestati a Di Leo erano otto, mentre per Tagliero sono dieci, tutti commessi tra il 24 aprile e il 14 maggio 2015. A Sirello sono invece contestati 17 episodi tra il 7 marzo e il 22 aprile sempre del 2015. Il pm li accusava di essersi allontanati dalle loro mansioni per piccole commissioni (come fare la spesa o andare in edicola) o per soste al bar. Episodi che, analizzati singolarmente, non sarebbero di grave entità (il danno causato all’amministrazione comunale con le ore di assenza dal lavoro è stato calcolato in circa 700 euro), ma secondo l’accusa si ripetevano con troppa frequenza.

Lo stesso sindaco di Varazze Alessandro Bozzano quando l’indagine era venuta alla luce aveva voluto ridimensionare quanto successo: “Ci sono tre dipendenti coinvolti con un danno erariale di soli 700 euro complessivi. Questo su 96 dipendenti comunali e con dieci posizioni finite nel mirino degli inquirenti che sono state archiviate”.

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