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Depuratore di Borghetto, ATA PC Savona Onlus: “No all’allacciamento degli altri comuni, danno ambientale”

L'associazione territoriale si schiera con il sindaco Canepa che ha chiesto una revisione della depurazione consortile

Borghetto Santo Spirito. ATA PC Savona Onlus, Associazione Tutela Ambiente Protezione Civile, si oppone al previsto allacciamento al depuratore di Borghetto Santo Spirito di numerosi comuni dell’albenganese. “Le motivazioni sono sia di carattere ambientale che di natura morale” afferma l’associazione, che si aggiunge al coro e alla levata di scudi contro l’ampliamento dell’impianto consortile.

“Dal punto di vista ecologico, l’immissione di enormi quantità di acqua dolce depurata in un solo punto potrebbe perturbare l’equilibrio ambientale marino. Inoltre, per quanto siano all’avanguardia le tecnologie di depurazione, si tratta comunque di acque di origine fognaria, che presumibilmente contengono tracce e residui di inquinanti. Finché la loro quantità è limitata, ciò non costituisce un problema, ma diventando imponente gli effetti potrebbero iniziare a pesare”.

“C’è poi già oggi un problema di inquinamento atmosferico: spesso nella zona del depuratore si avvertono miasmi e cattivi odori. Talvolta essi raggiungono persino la cima del Monte Piccaro, luogo di enorme valore ambientale e amatissimo da escursionisti, turisti e residenti. Ampliare notevolmente l’impianto di depurazione può, a nostro avviso, creare pesanti ripercussioni sulla qualità dell’aria di Borghetto. Ed è appena il caso di ricordare che i villeggianti frequentano Borghetto per godere di aria pura, non per subire miasmi fognari”.

“Infine, si parla sempre di funzionamento ordinario dell’impianto, ma possono verificarsi guasti anche gravi. Quali sarebbero gli effetti , soprattutto nella stagione balneare, di un’avaria seria ad un impianto così grande?”.

“Dal punto di vista morale, appare poi palesemente ingiusto accollare ad un comune di 5000 abitanti la depurazione degli scarichi di 250.000 cittadini. Nella nostra esperienza trentennale di tutela dell’ambiente, abbiamo seguito le pratiche di allaccio di comuni grandi e piccoli agli impianti di depurazione. Sempre ed in ogni caso, sono i comuni minori ad inviare i loro reflui negli impianti dei comuni capoluogo o capozona, e non viceversa. Qui invece si vuole fare il contrario. E’ già assurdo che una città come Albenga non provveda in autonomia a depurare e voglia sfruttare il depuratore di un piccolo borgo. Che poi a questa si sommino numerosissimi altri comuni, equivale a pretendere che la piccola parrocchia faccia luce al Duomo!”.

ATA PC si schiera quindi con il sindaco di Borghetto e con le altre forze politiche che pretendono la revisione del piano di depurazione: “Ricordiamo che il territorio di Borghetto e la Val Varatella sono già stati sfruttati storicamente da numerose e impattanti cave, poi per realizzare il casello autostradale, quindi il depuratore, e prossimamente la stazione ferroviaria comprensoriale. Borghetto non può diventare il territorio di servizio e di sfogo per tutti gli altri paesi!” conclude l’associazione.

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