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Consiglio comunale su Ponente Acque a Pietra, Carrara accusa Valeriani: “Distante dai cittadini”

"Il sindaco non si preoccupa di tutelare e difendere i pietresi - afferma il consigliere di minoranza - ma solo che Ponente Acque incassi rapidamente"

Pietra Ligure. “In una sala consiliare gremita come poche volte si è visto, il sindaco Dario Valeriani e la sua maggioranza hanno perso, per loro volontà, l’occasione di dimostrare di essere dalla parte dei loro concittadini pietresi: tra i cittadini di Pietra Ligure e Ponente Acque, hanno scelto chiaramente di voler tutelare quest’ultima”. A lanciare l’attacco è il consigliere di minoranza Mario Carrara, della Lista Civica dei Pietresi, ripercorrendo quanto accaduto ieri sera in consiglio comunale.

“In una mozione che non diceva una sola parola ‘contro’ il sindaco, proprio per far in modo che fosse la più condivisibile possibile – sostiene Carrara – il sindaco ha fatto approvare un documento che appoggia in tutto e per tutto le posizioni di ‘Ponente Acque’, che sono, sostanzialmente, le stesse, peraltro, già annunciate direttamente dalla stessa società in questi giorni. Noi avevamo chiesto che il consiglio comunale votasse per chiedere la sospensione e l’annullamento della bollettazione in corso, tutta basata su dati ‘stimati’, presunti sulla base dei consumi passati, che hanno portato all’emissione di bollette con importi talora mostruosi. Lo abbiamo proposto anche forti del fatto che, per propria regola, Ponente Acque avrebbe dovuto effettuare, dai propri addetti, due letture all’anno (che nella maggior parte dei casi non ha fatto) e, in caso di impossibilità di accedere ai contatori per la lettura, avrebbe dovuto lasciare una cartolina sulla quale l’utente avrebbe potuto comunicare la propria autolettura”.

Solo nel caso che l’utente non l’avesse fatto, Ponente Acque avrebbe potuto inviare bollette su dati solo ‘stimati’. Ma tutto questo non è avvenuto – tuona Carrara – Ponente Acque ha inviato una bolletta che risale indietro fino a metà 2016, per la stragrande parte solo ‘stimata’. Visto che questa maxibolletta riguarda periodi del passato, del 2016 e del 2017, visti gli errori, gli importi spropositati, le proteste, il malessere generale della gente, che problema poteva esserci a sospenderla ed annullarla per tutti e, quindi, a riemetterla, in un secondo tempo, ma sulla base di dati ‘veri’, rilevati perché ‘letti’, non solo stimati o presunti? Che problema c’era a perdere ancora un mese, visto che la bolletta tratta i consumi di un anno e mezzo fa? Non ci sarebbe stato un indubbio guadagno in termini di trasparenza, di consapevolezza, di equità, di giustizia? Una decisione del genere non avrebbe contribuito a rasserenare gli animi e rendere i cittadini consapevoli dei loro obblighi?”.

“Tuttavia, sindaco e maggioranza hanno deciso di approvare soltanto la ‘sospensione’ delle bollette che vengano segnalate come ‘abnormi’ dagli stessi utenti, i quali, quindi, dovranno continuare a recarsi a fare le file per accedere agli uffici di Ponente Acque: si istituzionalizza il sistema delle lunghe code della gente di fronte agli uffici di Ponente Acque per cercare di far valere le proprie ragioni – accusa Carrara –
Proprio quello che voleva Ponente Acque. Questo è il risultato della decisione assurda, iniqua ed impopolare del sindaco attuale di Pietra Ligure e dei suoi seguaci.”.

“Il sindaco non si preoccupa di tutelare e difendere i cittadini pietresi – tuona ancora il portavoce della Lista Civica dei Pietresi – ma si preoccupa che Ponente Acque non abbia problemi ad attuare i suoi progetti di ‘incasso rapido’ e si faccia come dice e vuole lei. Questa è l’amara realtà. Questo è il sindaco che amministra Pietra Ligure e ne rappresenta i cittadini”.

“É certo che con questo atteggiamento, dimostrato di fronte a tutti nel consiglio comunale, si è palesato quanto ‘distante’ sia questo sindaco dai problemi della sua città e dei suoi cittadini; inoltre, si è creata una frattura tra la Ponente Acque e la maggioranza dei cittadini, vessati, di Pietra Ligure. Frattura che non potrà non avere conseguenze, in futuro, nei confronti di questa società formata da Comuni la quale, anziché aver dimostrato di rappresentare quello che si confidava che fosse, cioè una ‘garanzia’ affinché l’acqua pubblica voluta dal referendum fosse e rimanesse accessibile a tutti in condizione di equità, ha dimostrato di essere ‘rapace’ e ‘matrigna’ verso i cittadini pietresi”.

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