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Ata, il Pd all’attacco della giunta Caprioglio: “Quale sarà il destino dell’azienda?”

"Serve che la città (partiti, sindacati, unione industriali, comitati e singoli cittadini) pretenda da questa giunta delle risposte

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Savona. “Qual è il punto di arrivo di questa vicenda? La svendita dell’azienda? Un tentativo di partnership con altri soggetti? Il fallimento?”. Sono queste le domande che la segreteria savonese del Pd rivolte alla giunta del sindaco Ilaria Caprioglio ini merito alla “questione Ata”.

“Continuiamo ad assistere al declino di Ata – dicono i Dem savonesi – che ha come conseguenza diretta un totale caos nella raccolta dei rifiuti, una città sempre più sporca e trascurata, un sistema di raccolta differenziata inefficiente e non più attuale. Abbiamo chiesto, fin dai primi mesi di insediamento di questa giunta, un piano industriale per Ata con l’obiettivo di un consolidamento dell’azienda in vista dei radicali cambiamenti che avverranno nei prossimi anni nel settore della gestione del ciclo dei rifiuti. Un piano che, anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, garantisse un servizio adeguato alle esigenze di una città che vorrebbe trovare una vocazione turistica e che fosse soddisfacente per i cittadini che, con la Tari, pagano interamente il servizio”.

“Dopo due anni Ata è in uno stato sostanzialmente pre fallimentare, i posti di lavoro a rischio, la città è sporca e un intero settore economico legato all’azienda è appeso a un filo. Il concordato in bianco deciso alcune settimane fa, a seguito del fallimento di un piano di rientro sbagliato e miope basato sulla vendita di parcheggi a cifre fuori mercato (approvato dalla maggioranza in consiglio comunale senza alcuna eccezione), è un’anomalia per un’azienda pubblica. Ancora più anomalo è che si prosegua su una via che rischia di mandare a bagno aziende sane che Ata non paga e che devono attendere l’esito del concordato. I cittadini si organizzano in comitati per chiedere semplicemente ciò che gli è dovuto: un servizio per il quale pagano la Tari”.

“E l’azienda, che continua ad apparire senza strategia e senza obiettivi, va verso il fallimento senza che la giunta comunale provi a trovare alternative vere. Qualsiasi soluzione appare a questo punto impraticabile, considerando anche il basso livello di patrimonializzazione dell’azienda, l’assenza di impianti di trattamento rifiuti di proprietà di ATA ma soprattutto l’impossibilità di effettuare investimenti che possano portare una maggiore efficienza del servizio. A questo punto serve che la città (partiti, sindacati, unione industriali, comitati e singoli cittadini) pretenda da questa giunta delle risposte. Il tempo ormai è davvero scaduto”.

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