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Assistenti sociali, Cabona: “Cresce l’impegno della professione nella salute mentale e nel welfare”

La partecipazione alle celebrazioni per il quarantennale della Legge 180

Liguria. “Rivendichiamo alla professione di assistente sociale le competenze e le capacità di difendere e promuovere i diritti delle persone con problemi psichiatrici sostenendo l’esigenza, insieme a tutti gli attori del “Patto per la salute mentale – la Città che cura” di tutelare i servizi esistenti e sviluppane di nuovi più adeguati alle attuali dimensioni dei problemi psichici, delle conoscenze mediche, biologiche, psicologiche e sociali”. Così Giovanni Cabona, presidente del consiglio regionale della Liguria dell’ordine degli assistenti sociali, intervenendo alle celebrazioni per il quarantennale della Legge 180.

“E’ indispensabile – ha detto ancora – una reale collaborazione tra sociale e sanitario e con tutte le organizzazioni del territorio in particolare le associazioni dei famigliari dei pazienti psichiatrici per costruire un welfare locale che sviluppi le capacità personali e famigliari anche attraverso un lavoro multi-professionale d’equipe che punti a sviluppare un’attenzione esplicita al tema dell’equità e della dignità”.

Sul tema della povertà, audizione della vicepresidente degli assistenti sociali liguri, Paola Cermelli, presso la 7^ commissione consigliare del Comune di Genova sulla attuazione del Reddito di inclusione: “Quello della povertà è un tema molto dibattuto – spiega Cermelli – e che vede la Liguria in posizione di maggior criticità rispetto alle altre Regioni del nord del Paese: i dati dell’Osservatorio statistico sul ReI riportano che ogni 10 mila abitanti nella nostra regione vi sono da 22 a 27,9 persone coinvolte rispetto ai 14,7 del nord Italia. Gli assistenti sociali liguri esprimono tutto il loro sostegno a questa misura di contrasto alla povertà ricordandone il carattere emancipativo e non assistenziale per le persone proprio grazie alla rete di servizi.”

Nel corso dell’audizione Cermelli ha sollecitato una attenzione particolare alla prossima scadenza del primo luglio prossimo quando gli interventi assumeranno una dimensione universalistica e quindi richiederanno nuove strategie per reggere l’accoglienza dei richiedenti sia in termini organizzativi che di disponibilità di personale: “Credo necessario evidenziare – ha proseguito Cermelli – le persistenti carenze di personale, pur tenendo conto dei circa dieci nuovi contratti libero professionali opportunamente collocati nei servizi dei territori con più alta affluenza”.

Nel corso dell’audizione Cermelli ha infine sottolineato la necessità di percorsi formativi adeguati alle nuove metodologie di lavoro orientate non solo alla presa in carico, ma soprattutto alla promozione, alla regia, al coordinamento delle risorse, assicurando – in tal senso – la piena collaborazione degli assistenti sociali liguri.

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