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Area di crisi complessa, Cgil: “Formazione e riqualificazione, subito le politiche del lavoro per nuova occupazione”

Il sindacato dopo l'incontro in Regione: "Opportunità unica per rilancio occupazionale"

Savona. “Bene la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico (con circolare del 20 aprile 2018 ) di avviare la fase di “Avviso Pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali nel territorio dell’area di crisi industriale complessa del Savonese tramite ricorso al regime di aiuto della Legge 181/1989”, strumento di finanziamento del Governo di oltre 20 milioni di euro”. Così il segretario provinciale della Cgil savonese Andrea Pasa dopo l’incontro in Regione con il nuovo assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti e i funzionari di Invitalia, con al centro il percorso tracciato dall’accordo di programma del Savonese nell’ambito del riconoscimento di area di crisi complessa.

Nella riunione, Invitalia ha presentato tecnicamente gli strumenti di finanziamento che saranno messi a disposizione nei bandi (luglio – settembre), l’accordo effettuato con gli istituti bancari del territorio per agevolare gli investimenti e semplificare l’iter dei mutui e gli obbiettivi del finanziamento stesso, aumento occupazionale, ampliamento della tutela ambientale e progetti di ricerca e innovazione. I finanziamenti stanziati sia quelli governativi (per investimenti di progetti di oltre 1,5 milioni euro ) che quelli che verranno messi in campo dalla Regione Liguria (oltre 20 milioni di euro dopo il mese di settembre, per progetti sotto il 1,5 milioni di euro) sono sia per il comparto dell’industria, logistica ecc che per il settore del turismo.

Inoltre Invitalia, promuoverà il contenuto dei bandi, con almeno due specifiche iniziative pubbliche (Savona e Val Bormida) tra il mese di giugno e luglio in cui spigherà in forma “seminariale” nel dettaglio i contenuti dei bandi agli interessati e verrà aperto sul territorio savonese un Info Point che dovrebbe garantire la promozione e un aiuto concreto alla preparazione delle domande relative ai bandi stessi.

“Una delle preoccupazioni più forti che abbiamo come sindacato, e lo abbiamo sostenuto da tempo nei confronti della Regione Liguria e del Ministero, oggi sostenuto con forza: quali saranno le persone che lavoreranno nelle imprese che si insedieranno nell’area di crisi e soprattutto con quale dote di formazione o di aggiornamento professionale e quale sarà il soggetto che farà incontrare la domanda e l’offerta di lavoro? Queste sono le domande che ancora oggi, dopo l’incontro , rimangono senza una risposta concreta da parte delle istituzioni locali. I temi che riguardano la formazione, la costruzione di progetti sono di responsabilità del livello regionale e provinciale”.

“Istituzioni che fino ad oggi non ha voluto, per scelta politica precisa, formalizzare il cosiddetto “bacino dei lavoratori da rioccupare”, cioè quei lavoratori e quelle lavoratrici che risultano essere disoccupati e che hanno avuto come ultima occupazione presso una unità produttiva localizzata nell’area di crisi complessa (nei 21 Comuni della Provincia riconosciuti ), tra l’altro perimetro richiesto anche dalla norma nazionale, bacino ben identificato, per poter valutare cosa sanno fare e cosa devono imparare a fare per poter accedere alle nuove occasioni di lavoro che si creeranno. Bacino dei lavoratori da ricollocare che all’interno della norma nazionale è uno dei requisiti per poter accedere ad agevolazioni e finanziamenti ad doc, riferiti proprio assunzione di una percentuale di personale di quel bacino” aggiunge Pasa.

“Invitalia ha fissato i termini entro cui le aziende interessate ad utilizzare i vantaggi previsti per l’area di crisi complessa del savonese potranno presentare le loro richieste e progetti, dal 2 luglio 2018 al 17 settembre 2018. Nei mesi scorsi alla cosiddetta call sono state oltre 120 le manifestazioni di interesse ad investire sul nostro territorio, quindi è necessario anche su quella base un ragionamento sulle esigenze di manodopera e professionalità utili ad iniziare a costruire percorsi formativi ben precisi che possano permettere a questi lavoratori e a queste lavoratrici di ricollocarsi nel momento in cui gli investimenti e quindi le nuove attività dovessero partire”.

“Queste persone che hanno perso il posto di lavoro nella nostra Provincia durante gli ultimi 8-10 anni non sono degli sconosciuti, sono persone che grazie al riconoscimento dello status di area di crisi industriale complessa hanno avuto la possibilità di avere la proroga degli ammortizzatori sociali (CIGS per chi è ancora in forza ad una azienda e mobilità in deroga per chi il lavoro lo ha perduto), almeno per il 2017 e per il 2018, grazie ai due accordi che abbiamo fortemente voluto e sottoscritto presso la Regione Liguria.

E il segretario Cgil aggiunge:”Insomma, ci sono tutti o quasi gli elementi per sapere chi sono e quindi costruire il bacino dei lavoratori da rioccupare e quindi impostare finalmente quelle che si chiamano “politiche attive del lavoro”, e che dovrebbero riguardare sia chi ha perso la propria occupazione, sia i giovani usciti dalla scuola o dall’università, incrociando domanda e offerta. L’assenza di una regia delle istituzioni, soprattutto della regione Liguria che ha competenza in materia di politiche attive del lavoro ha provocato fino ad oggi ritardi e soprattutto una mancanza generale di un’idea di progetto complessivo su formazione e riqualificazione del personale da rioccupare, che secondo noi continua ad essere il tema fondamentale per il rilancio anche dell’occupazione del nostro territorio”.

“Noi abbiamo dato la nostra disponibilità per contribuire alla costruzione di questo “bacino”, contributo che abbiamo dato fin dall’inizio avendo sostenuto ed animato la costruzione delle opportunità per l’area di crisi a partire dal maggio del 2016” conclude Pasa.

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