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Albenga, Alassio e Laigueglia collegate al depuratore di Borghetto: le alternative proposte dal Comune

Il sindaco: "Impensabile che un piccolo comune turistico debba farsi carico dei reflui di una popolazione equivalente di circa 255 mila abitanti”

Borghetto Santo Spirito. Giovedì 3 maggio nella sede della Provincia di Savona di Palazzo Nervi i sindaci del ponente savonese si sono riuniti per discutere ed approvare il piano d’ambito per la gestione del servizio idrico integrato dell’Ato Centro Ovest 1, cioè quello compreso tra Laigueglia e Borgio Verezzi e relativo entroterra. Durante l’assemblea sono emerse alcune questioni.

In primis, il sindaco di Loano, Luigi Pignocca, a nome e per conto di altri Enti, ha chiesto di rinviare la seduta per l’approvazione definitiva a fine maggio, in modo da consentire un approfondimento, seppur non obbligatorio, del medesimo piano d’ambito nelle commissioni comunali e nei consigli delle singole cittadine.

Inoltre, il sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa ha chiesto di accogliere le osservazioni formulate dalla sua amministrazione in merito alla ricerca di soluzioni alternative al progetto che prevede di convogliare i reglui di Laigueglia, Alassio, Albenga, Cisano sul Neva, Garlenda, Ortovero, Villanova d’Albenga e Zuccarello al depuratore consortile delle ex cave di località Cappellotti come ipotizzato dallo studio di fattibilità realizzato da Filse e recepito dalla Regione con la delibera di giunta regionale 1073 del 2013 e 1310 del 2013.

Anche in virtù della richiesta avanzata dal sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino, si è proposta la votazione di un ordine del giorno che recita: “L’assemblea impegna la Provincia di Savona affinché si faccia garante di approfondire le richieste del Comune di Borghetto Santo Spirito al fine di valutare le possibili alternative di collettamento dei reflui evitando tutto il conferimento all’impianto sito sul suo territorio”. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.

A tal proposito il Comune di Borghetto specifica: “Nelle osservazioni presentate all’Ente preposto e per le quali ha addotto chiare motivazioni, abbiamo proposto soluzioni alternative per evitare che sull’impianto di Borghetto confluiscano ulteriori reflui oltre a quelli di Albenga, il cui collettamento già previsto non è mai stato messo in discussione nelle predette osservazioni e i relativi lavori sono in fase di ultimazione”.

Nelle sue osservazioni, il Comune di Borghetto fa notare che, al fine di consentire l’invio dei reflui di aigueglia, Alassio, Albenga, Cisano sul Neva, Garlenda, Ortovero, Villanova d’Albenga e Zuccarello al depuratore di Borghetto, occorre potenziare l’impianto ed effettuare la posa di nuove condotte: “Il progetto preliminare prevede la realizzazione, sul territorio di Borghetto Santo Spirito, di una nuova tubazione del diamentro di 630 millimetri che dovrebbe attraversare il centro abitato su strade statali e provinciali nelle quali sono già esistenti impianti di sottoservizi che rendono quantomeno difficoltoso l’inserimento di una nuova condotta di dimensioni considerevoli, oltre all’estremo disagio che subirebbe nuovamente la cittadinanza durante la fase dei lavori, situazione già verificatasi per la realizzazione dell’impianto di collegamento con il comune di Ceriale nel recente passato”.

Il Comune di Borghetto riconosce “l’importanza della depurazione e ne ha dato prova essendosi sempre accollato, con senso di responsabilità, tutti gli oneri conseguenti a beneficio della depurazione consortile. Non possono essere dimenticati tutti i disagi arrecati negli anni dai vari cantieri e soprattutto non può essere dimenticato il rischio ambientale quotidiano che grava sul territorio. Pur essendo, infatti, l’impianto ragionevolmente sicuro, nessuno può negare il rischio derivante da una possibile calamità naturale e le funeste possibili conseguenze. Sempre a livello ambientale, vi sono molte perplessità relativamente allo sversamento in mare di grosse quantità di acqua depurata (dolce) che andrebbe pesantemente a sconvolgere l’ecosistema marino”.

Sotto un aspetto più generale, il Comune ricorda “la disponibilità già dimostrata dalle amministrazioni del Comune di Borghetto Santo Spirito, succedutesi negli anni, a favorire la realizzazione dell’impianto di depurazione e il suo potenziamento, per le necessità e a vantaggio anche dei comuni limitrofi, sacrificando parte del territorio e accollandosi problematiche ambientali e gestionali non indifferenti, come in ultimo con l’ attuando collettamento del 70 per cento del territorio di Albenga al fine di evitare eventuali sanzioni comunitarie. Pertanto nell’ottica della futura implementazione della depurazione del territorio, ci si aspetta che il piano d’ambito preveda che anche le altre amministrazioni si facciano carico responsabilmente del problema, prevedendo impianti ed interventi anche sui loro territori. Il Comune di Borghetto Santo Spirito e le sue attività basano sul turismo la propria sussistenza. Se da un lato la depurazione è indispensabile alla promozione turistica, dall’altro non è pensabile che un piccolo comune turistico con una superficie di 5.39 chilometri quadrati (tra i più piccoli della Provincia) con 4.855 abitanti residenti debba farsi carico dei reflui di un territorio enorme e di una popolazione equivalente stimata di circa 255 mila unità”.

Per tutti questi motivi il sindaco Giancarlo Canepa chiede che il piano d’ambito “venga modificato sostanzialmente, non comprendendo ragione alcuna perché non vengano prese in considerazione altre proposte progettuali alternative tra cui alcune già esistenti. Proposte progettuali economicamente più vantaggiose di quella inserita nel piano, realizzabili con tempistiche ridotte rispetto a quella del piano e con futuri costi di gestione (risparmio energetico) inferiori rispetto a quella del piano e che non prevedono un ulteriore penalizzazione del territorio di Borghetto Santo Spirito”.

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