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Alassio 2018, Melgrati costretto a cambiare simbolo: “Vergognoso episodio di terrorismo elettorale”

“Alle elezioni comunali, i cittadini non votano i simboli di partito ma il candidato sindaco di fiducia e le persone in lista”

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Alassio. Nel braccio di ferro tra Forza Italia e Marco Melgrati sul simbolo della lista civica “Melgrati Sindaco” (ritenuto troppo simile a quello della “Casa delle Libertà” nel 2006) vince il partito. L’ex sindaco di Alassio ha annunciato un “passo indietro” (ovvero il cambio del simbolo, già avvenuto), ma l’ha presa tutt’altro che bene e non ha risparmiato frecciate e attacchi, rivolti in particolare a Santiago Vacca e al sindaco uscente, e avversario alle prossime comunali alassine, Enzo Canepa.

Simbolo Melgrati Lista Nuovo

“Si è trattato di un vergognoso episodio di terrorismo elettorale, – ha tuonato Melgrati. – State tranquilli, cambiamo il simbolo: i cittadini alle elezioni comunali non votano i simboli di partito ma il candidato sindaco di fiducia e le persone in lista”.

“Ho ricevuto ieri pomeriggio, – ha proseguito il candidato sindaco della lista “Melgrati Sindaco”, – una diffida, firmata dallo ‘scudiero’ di Vaccarezza, Santiago Vacca, nominato non eletto coordinatore provinciale di Forza Italia, premiato con l’incarico profumatamente remunerato di presidente della società Genova Parcheggi Spa, membro del cda della società Per Cornigliano Spa, circa l’impossibilità da parte nostra ad usare il simbolo che era stato scelto per la campagna elettorale dalla lista civica Melgrati Sindaco. Simbolo che poteva ricordare vagamente quello di una coalizione già disciolta”.

“Capiamo bene che, dopo il successo di pubblico (circa 400 persone tra sala, corridoi e scale, più quelli che sono dovuti tornare a casa perché non riuscivano ad entrare) alla presentazione della lista civica Melgrati Sindaco all’auditorium dei Salesiani, che ringraziamo della cortese ospitalità, la paura faccia 90 per la lista del candidato sindaco uscente (e non più rientrante) Canepa”.

“Attaccarsi alla similitudine di un simbolo è sinonimo di grandissima debolezza e insicurezza. Si faccia una ragione il sindaco uscente e i suoi tutori che arrivano da Loano (per interessi politici personali) e da Genova che con qualunque simbolo noi siamo assolutamente competivi e sereni, cosa che invece non sembra essere per loro, che vivono giustamente nella preoccupazione”.

“Noi abbiamo scelto di fare una campagna elettorale propositiva e non contro, sia nei confronti della lista Canepa che delle altre liste. Abbiamo però il dovere di segnalare che il comunicato stampa delirante e vittimistico del già ex sindaco Canepa che millantava di attacchi personali e diffamatori, citando i veleni di una campagna elettorale, non ci appartiene”.

“Chiediamo nel contempo il rispetto da parte del sindaco uscente e di tutta la giunta dell’art. 29 sesto comma della legge n.81 del 1993 e della circolare Miatse n.11 del 2017 che pone il divieto a tutte le pubbliche amministrazioni, a far data da mercoledì 11 aprile, di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere ancorché inerente alla loro attività istituzionale nei 30 giorni precedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa”.

“Avremmo voluto sorvolare su questi mezzucci messi in essere dall’amministazione uscente che non perde occasione per inaugura panchine, targhe sulle piazze, piastrelle in forma istituzionale in questo periodo, non essendo riusciti a realizzare in 5 anni un lavoro pubblico degno di questo nome. Eviteremo quindi di segnalare questi fatti alla Prefettura e all’autorità garante nella speranza che questi incresciosi episodi non si ripetano. Alassio non ha bisogno di queste cattiverie, come quella sul simbolo, messa in atto contro di noi”, ha concluso Melgrati.

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