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Alassio 2018, Melgrati: “Il bar Gibb non si tocca, lo sfratto una cattiveria”

La posizione del candidato sindaco alassino sullo sfratto allo storico bar

Alassio. “Il mio è un impegno: se vinceremo le elezioni revocheremo lo sfratto al baretto di via Gibb. Spostare l’Ufficio Turismo al posto del baretto non ha senso. L’ufficio Turismo rimanga al Suo posto dentro al Comune… non c’è nessuna necessità che sia all’esterno… all’esterno ci deve essere la promozione della città e le manifestazioni”. Così il candidato sindaco di Alassio Marco Melgrati interviene sullo sfratto dello storico baretto alassino.

“E poi che senso avrebbe avere un ufficio esterno che il sabato e la domenica, giorni di maggior afflusso dei turisti, è chiuso? Sfrattare una famiglia che da anni è un punto di riferimento per centinaia di alassini e residenti, è una “porcata” senza precedenti”.

E Melgrati rincara la dose: “Una cattiveria gratuita se non quella di dare visibilità ad un assessorato, quello al Turismo, che in questi 5 anni ha brillato per inefficienza e incapacità, affidando la promozione turistica e gli eventi più importanti a volenterosi imprenditori e associazioni alassine che si sono assunti in proprio l’onere, i rischi economici e l’organizzazione di importanti eventi, con un apporto minimo del Comune. Con l’unico risultato di avere, per quei pochi soldi che il Comune dava loro, richieste esorbitanti di biglietti omaggio per assessori, parenti, comandanti della polizia municipale e umanità varia, con l’evidente scopo di fare marchette elettorali. Questo scandalo deve finire. Basta con i biglietti omaggi al “circo” dell’amministrazione, che creano anche un danno economico agli organizzatori”.

“E poi chi pulirebbe i bagni pubblici, che in convenzione è un obbligo del gestore del “baretto”, soprattutto il sabato e la domenica (quando l’impresa che pulisce il Comune non opera)? Se i bagni pubblici del baretto fossero puliti come gli altri bagni comunali pubblici sarebbe un disastro… Inoltre il Comune potrebbe perdere il valore aggiunto dell’immobile adibito ad esercizi commerciale poiché una volta cessata l’attuale licenza si potrebbe perdere la possibilità di ripristinare una analoga destinazione d’uso” conclude Melgrati.

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