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Tirreno Power a processo, Uniti per la Salute: “Fatto un lavoro importante, ci aspettavamo il rinvio a giudizio” foto

Soddisfatto il legale di Uniti per la Salute: "Qui c'è la prova che c'è stato un disastro immane, e un gup ha ritenuto che ci sia materiale sufficiente per sostenere l'accusa"

Savona. “Possiamo dire che il lavoro fatto dalla Procura di Savona, con l’appoggio di Uniti per la Salute e di tutte le altre associazioni di protezione ambientali locali e nazionali, è stato importante. Sì, ci attendevamo il rinvio a giudizio”. Non lo nasconde l’avvocato Matteo Ceruti che assiste l’associazione Uniti per la Salute, inserita tra le parti civili nel processo a Tirreno Power per disastro ambientale e sanitario colposo: la decisione di oggi rappresenta una grande soddisfazione ma anche un “nuovo inizio”.

tirreno power parti civili

“Adesso ci sarà da lavorare – conferma Ceruti – però abbiamo un primo vaglio di un giudice per l’udienza preliminare che ha ritenuto che ci sia un materiale probatorio serio per sostenere l’accusa in giudizio. Riteniamo quindi di poter lavorare seriamente per portarla avanti”

L’intenzione è quella di non andare in dibattimento ad esaminare i singoli casi di persone ammalate o decedute ma questioni più generali: “L’imputazione è quella di disastro colposo ambientale e sanitario, non è necessario provare il nesso di causalità tra la singola patologia o il singolo decesso e le emissioni della centrale. Qui c’è la prova che c’è stato un disastro immane provocato dalle emissioni di questa centrale e confortato da due importanti perizie, una ecologia e una epidemiologica molto forti e fondate. E ultimamente abbiamo appreso dalla stampa che esistono ulteriori studi che corroborano queste consulenze della procura”.

Il riferimento è allo studio del Cnr di Pisa, i cui risultati (mortalità in eccesso anche del 60%) sono stati resi noti soltanto pochi giorni fa dal consigliere regionale Andrea Melis: “Il documento a noi non è ancora stato consegnato dalla Regione, da quello che abbiamo letto sembra che quello studio rappresenti un po’ la ‘prova del nove’ di quanto ci hanno detto finora i consulenti della Procura. Credo che sia un apporto importante per l’accusa”.

Toni entusiasti anche da Legambiente Liguria, che con il suo Centro di Azione Giuridica esprime soddisfazione: “Siamo fiduciosi – commentano Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria e l’avvocato Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Liguria – che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse. La gravità della situazione è stata recentemente confermata anche da uno studio del Cnr non ancora agli atti del processo ma che non potrà che aumentare la valutazione di gravità dei fatti, confermando quello che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di cittadini, la rete savonese Fermiamo il carbone, hanno sempre sostenuto nelle denunce sui pericoli ambientali e sanitari per i cittadini ed i lavoratori causati dalla attività della centrale”.

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