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Suicida a Genova, vigili del fuoco senza cuscino per soccorrerlo: inutile il viaggio dei colleghi di Savona

Il materasso da collocare sotto le altezze era in riparazione, sindacato furibondo: "Forse con attrezzature idonee lo avremo salvato"

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Genova. “La falsa ‘spending review’ tanto decantata dalla peggior politica della seconda repubblica danneggia quotidianamente il diritto alla vita: non è stata ascoltata la nostra richiesta del 28 giugno 2016 dove si evidenziava la carenza di materiale idoneo per il soccorso alienato e le conseguenze sono catastrofiche. La domanda sorge spontanea: si poteva evitare la morte dell’uomo suicida lunedì?”. Se lo chiede il sindacato di base Usb interno ai vigili del fuoco che, parlando di una tragedia avvenuta lunedì in via XX Settembre a Genova, in cui è morto un 34enne francese, ricorda come già due anni fa – precisamente il 28 giugno 2016 – si fosse fatta presente ai dirigenti del comando provinciale la necessità di avere un nuovo cuscino per il soccorso di alienati.

Un’attrezzatura, il materasso che viene collocato sotto le finestre dei palazzi o altre altezze, di cui i pompieri genovesi lunedì non disponevano (l’unico in dotazione era in riparazione da 15 giorni) tanto che in un disperato tentativo di salvarlo sono dovuti partire i colleghi da Savona.

L’episodio si è verificato lunedì mattina alle 10 nella centralissima via XX Settembre a Genova: un franco-algerino, il 34enne Mohamed Yacine, residente a Grenoble, si è gettato dal ponte monumentale. Inutile l’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco. L’uomo aveva con sé un computer e ha anche scritto una lettera di addio, che però si è bagnata a causa della pioggia. Proprio per la mancanza di un cuscino per il soccorso di alienati i vigili del fuoco genovesi sono stati costretti a chiedere l’intervento (purtroppo inutile) dei pompieri di Savona.

“Forse con attrezzature idonee si sarebbero alzate notevolmente le percentuali di riuscita – spiegano dall’Usb – La prevenzione e la tempistica di intervento sono una componente fondamentale per la protezione del cittadino. La situazione del soccorso genovese è al collasso e la morte di lunedì deve fare riflettere i cittadini costretti a subire le continue inadempienze della pubblica amministrazione mettendo in discussione il sistema di soccorso. Come si può affrontare un soccorso degno della sesta città d’Italia se i rapporti cittadino-soccorritore sono di 1:15000 abitanti, con una densità in Liguria di un distaccamento ogni 300Kmq, con una età media di 50 anni, con mezzi vetusti di oltre 25 anni, con una età pensionabile oltre i 60 anni, con la mancanza di attrezzature idonee, con un continuo aumento di lavoro straordinario per tamponare l’emorragia della carenza personale?”.

“I Vigili del Fuoco sono una risorsa e non un costo – concludono dalla Usb – e quando li vedete in difficoltà come lunedì le cause sono oggettive e non soggettive, da ricercare nella scellerata politica che i vertici del corpo continuano a perseguire.

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