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Savona, lancio di bottiglie contro la polizia: gli imputati negano e chiedono l’acquisizione dei filmati delle telecamere

A giudizio ci sono due tunisini che respingono le accuse di aver avuto atteggiamenti ostili verso gli agenti: per difendersi sperano negli "occhi elettronici"

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Savona. Continuano a negare di aver lanciato delle bottiglie contro la polizia e di aver avuto un atteggiamento ostile e violento contro gli agenti intervenuti per sedare la lite nella quale erano coinvolti. Per questo motivo, attraverso i loro legali, Said Bali, 31 anni, e Nabil Houssaini, di 37, entrambi tunisini, hanno chiesto di essere giudicati con un rito abbreviato condizionato alla visione dei filmati delle telecamere della zona di piazza del Popolo a Savona.

I due nordafricani erano stati arrestati lo scorso 26 marzo e devono rispondere delle accuse di rissa, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il loro arresto era scattato dopo che i poliziotti del reparto prevenzione crimine di Genova, impegnati in un servizio di controllo del territorio coi colleghi della Questura di Savona, li aveva sorpresi a discutere animatamente in piazza del Popolo a Savona con altri due connazionali.

Secondo la contestazione della Procura, gli agenti si sono avvicinati al gruppetto di stranieri per calmarli e, per tutta risposta, uno di loro è fuggito, mentre gli altri hanno iniziato a lanciare delle bottiglie di vetro contro i poliziotti per poi aggredirli (due erano rimasti feriti e, medicati in ospedale, erano stati dimessi con prognosi di 2 e 7 giorni). Una volta bloccati, Bali e Houssaini erano stati arrestati, mentre il terzo fermato, un minorenne, era stato invece denunciato a piede libero.

Nel corso dell’udienza di convalida, però, i due tunisini avevano negato di aver lanciato le bottiglie e di essersi scagliati contro gli agenti. Di qui la richiesta dei difensori degli imputati (gli avvocati Stefano Rizzo e Francesca Rosso) di acquisire e visionare i filmati delle telecamere di video sorveglianza della zona di piazza del Popolo per supportare la loro visione. Il processo è stato rinviato al prossimo 7 giugno.

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