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Savona, concessi i domiciliari al 58enne accusato di “perseguitare” l’ex socio

Secondo l'accusa l'uomo voleva 90 mila euro e sarebbe arrivato anche a minacciare con un coltello il figlio della vittima

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Savona. E’ agli arresti domiciliari il cinquantottenne italiano, M.P., residente in provincia di Prato, che la scorsa settimana era finito in manette con l’accusa di stalking verso il suo ex socio di lavoro. Sabato scorso l’uomo è stato interrogato dal gip Alessia Ceccardi che ha convalidato l’arresto e ha appunto deciso di applicare la misura cautelare meno severa rispetto al carcere.

M.P. era stato arrestato dai poliziotti della squadra volante della Questura perché, secondo l’accusa, da una decina di giorni perseguitava l’ex socio, G.B., 64 anni, di Savona, perché rivendicava da lui il versamento di un’ingente somma di denaro (si parla di 90 mila euro). Soldi che, sempre per quanto risulta dalla ricostruzione della polizia, M.P. pretendeva dopo che l’attività che i due avevano in comune, con sede sotto la Torretta, era fallita nel giugno del 2010.

Per questo motivo, secondo il racconto della presunta vittima, lo scorso 20 marzo il cinquantottenne residente in Toscana, che nei giorni precedenti si era già fatto vivo al telefono, si sarebbe presentato a Savona per cercare l’ex socio dal quale pretendeva la restituzione dei soldi. Sempre per quanto denunciato dalla vittima, lo “stalker” si sarebbe presentato diverse volte a cercarlo sotto casa fino a quando non aveva rintracciato il negozio, in centro a Savona, che G.B. gestisce insieme al figlio. Una volta entrato nell’attività commerciale, non trovando l’ex socio, M.P. avrebbe minacciato con un coltello proprio il figlio dicendogli che voleva vedere il padre. Nei giorni successivi la vittima avrebbe ricevuto altre telefonate dai toni minacciosi nelle quali ascoltava frasi come “se non mi dai i soldi faccio a pezzi tuo figlio”.

Episodi, quello del coltello compreso, che G.B. aveva denunciato a polizia e carabinieri tanto che il 22 marzo era già partita una segnalazione alla Procura di Savona per valutare se fosse il caso di applicare qualche misura cautelare (come il divieto di avvicinamento) nei confronti del cinquantottenne toscano.

Quando la scorsa settimana G.B. ha telefonato alla polizia segnalando che M.P. era di nuovo sotto casa sua (che citofonava con insistenza), sentito anche il parere del pm di turno Vincenzo Carusi, per l’uomo erano scattate le manette con l’accusa di stalking.

Nel corso dell’interrogatorio M.P. avrebbe ribadito al gip che quei soldi gli spettano. Un aspetto che, al momento, gli inquirenti stanno cercando di chiarire. Se emergesse infatti che la vittima ha un debito con l’ex socio, l’accusa di tentata estorsione ipotizzata dalla Procura potrebbe configurarsi nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

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