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Ricorso al Tar contro l’affidamento in house a Sat e richiesta di sospensiva: ad Albenga torna Teknoservice?

Richiesti “l’annullamento dei provvedimenti adottati e la dichiarazione di inefficacia del contratto”

Albenga. È passato appena un mese dal “cambio della guardia” relativo al servizio di spazzamento meccanizzato delle strade e raccolta rifiuti all’ombra delle torri ingaune, con l’avvicendamento tra la ditta Teknoservice e Sat (Servizi ambientali e territoriali) di Vado Ligure a cui è stato affidato il servizio “in house”.

Buoni i risultati ottenuti fin qui dalla ditta vadese, almeno stando a quanto si evince dai commenti di cittadini e turisti in giro per la città e sulle principali pagine dei social network. E, come si suol dire, “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Ma forse non è questo il caso perché un nuovo “ribaltone” potrebbe verificarsi nella città delle torri con il ritorno a sorpresa di Teknoservice, quantomai intenzionata a riprendersi il “testimone”.

La ditta con sede a Piosacco (Torino), infatti, ha mal digerito il benservito ricevuto dal Comune di Albenga e ha presentato ufficialmente ricorso al Tar contro lo stesso ente comunale e la Sat per “l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, di tutti gli atti e provvedimenti adottati nel corso del procedimento di affidamento in house del servizio rifiuti solidi urbani alla società di Vado Ligure” e per ottenere “la dichiarazione di inefficacia del contratto eventualmente stipulato”.

“In primis, – si evince dal ricorso presentato da Teknoservice, – né dalla deliberazione di affidamento in house né dalla successiva determina dirigenziale, che approva il relativo impegno di spesa, di fa alcuna menzione all’avvenuta iscrizione nell’elenco Anac, sicché ad oggi si ha ragione di credere che l’iscrizione non sia mai avvenuta. Il che, di per sé, rende illegittimo l’affidamento diretto servizio urbano alla Sat”.

Ma Teknoservice ha puntato la lente d’ingrandimento soprattutto sulla congruità economica e sui costi del servizio, ritenuti dalla ditta di Piosacco “assolutamente non convenienti, al contrario di quanto affermato a più riprese dall’amministrazione comunale”.

“Nella relazione prodotta dall’amministrazione, – si legge ancora nel ricorso, – si parla del miglioramento che si ha con il passaggio al sistema di raccolta porta a porta, ma non si evidenzia perché tale tipologia di raccolta non possa essere gestita da una società privata. Sono molte le imprese (come Teknoservice) che, con il porta a porta, hanno raggiunto percentuali decisamente superiori al 65 per cento dunque non è necessario un affidamento in house per perseguire il traguardo”.

“Inoltre, si riconosce che il costo dell’affidamento in house a Sat è molto più oneroso di quello già attribuito da Teknoservice, ma si giustifica la maggior onerosità con la migliore qualità del nuovo progetto. Non vi è una sola parola per giustificare il perché tale nuovo progetto non possa essere sottoposto al vaglio del mercato tramite una gara alla quale abbiano accesso anche operator economici privati”.

“Il servizio affidato a Sat, poi, ha un costo(al netto di Iva) pari a 198,81 euro a per ciascun residente. Si tratta di un costo esotismo se si pensa anche che per il servizio reso alla Teknoservice il Comune aveva previsto un costo per abitante pari a 150 euro (al netto di Iva). È pur vero che il servizio reso da Teknoservice era meno oneroso perché gestito con raccolta di prossimità, ma è altrettanto vero che con la raccolta porta a porta diminuiscono i costi di smaltimento. Il costo medio per il porta a porta in Liguria risulta decisamente più basso di quello praticato dal Comune di Albenga, sensibilmente più elevato di quello di mercato, giacchè si aggira in un range che va dai 150 ai 170 euro per abitante”.

Nel mirino, anche il maggior controllo che, stando a quanto affermato dall’ente comunale, il Comune dovrebbe avere su Sat attraverso l’affidamento in house.

“L’amministrazione aggiudicatarie deve essere in grado di esercitare un’influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni importanti dell’entità affidataria e il controllo esercitato deve essere effettivo, strutturale e funzionale. Ma ad Albenga non è così. Lo statuto di Sat non prevede alcun organo sociale con la specifica funzione di garantire il controllo analogo congiunto a tutti i soci Comuni, mentre le modalità di nomina dei componenti del consiglio di gestione escludono il Comune di Albenga da ogni possibilità di partecipare all’attività decisionale della società Sat sia per ciò che riguarda il governo ordinario sia sulle scelte strategiche”.

“Inoltre, si fa riferimento alla ‘creazione del consiglio dei rappresentanti dei Comuni’, costituito allo specifico scopo di effettuare il controllo analogo sulla Sat. Tale organo, però, non è mai stato creato né potrebbe esistere a meno di una modifica dello statuto societario che, si rammenta, dispone che ‘non possono essere istituti organi diversi da quelli previsti dalle norme generali in tema di società’”, hanno consulto da Teknoservice.

Questi i motivi che hanno spinto la ditta di Piosacco a presentare ricorso e conseguente richiesta di sospensiva del servizio. Il responso del Tar dovrebbe arrivare nel mese di giugno ma, indipendente dall’esito, Teknoservice ha già annunciato “l’intenzione di non volersi fermare per andare a fondo della vicenda”.

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