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Rapina alla tabaccheria “Nr 18” di Albenga: arrestato anche il complice del “bandito con lo scaldacollo”

In manette è finito un 29enne che secondo l'accusa ha aiutato Paolo Salerno in uno dei suoi colpi: incastrato da filmati e impronte digitali

Savona. Ha un volto il complice di Paolo Salerno, il trentenne di Albenga finito in manette con l’accusa di aver commesso, tra il 18 gennaio e il 3 febbraio scorsi, cinque rapine tra la città delle Torri e Ceriale. Ieri i carabinieri del Nor in borghese hanno infatti arrestato, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Savona, M.B., 29 anni, pregiudicato originario di Torino, ma residente ad Albenga.

Il giovane, che è in carcere ad Imperia, deve rispondere dell’accusa di aver partecipato alla seconda delle cinque rapina, quella commessa ad Albenga in via Dalmazia, il 22 gennaio scorso, ai danni della tabaccheria “Nr. 18” di Flavio Mazzone. Secondo gli inquirenti, il ruolo di M.B. nel colpo è stato attivo visto che aveva l’incarico di svuotare la cassa del negozio ed era uscito intascandosi 1300 euro. Dalle immagini del circuito di video sorveglianza si vedeva chiaramente che, mentre Salerno puntava la pistola al petto dell’esercente, colpendolo poi due volte al capo e provocandogli profonde ferite, il complice spostava la cassa afferrando il denaro.

Le immagini all’interno del negozio sono poi state incrociate con quelle della video sorveglianza delle vie limitrofe dalle quali i militari hanno visto i due uomini camminare verso la tabaccheria. Ad incastrare M.B. sono state anche le impronte digitali rilevate dai carabinieri sul monitor della cassa e la successiva comparazione svolta dal Ris di Parma.

La perquisizione effettuata ieri nell’abitazione di M.B. ha consentito tra l’altro di recuperare i vestiti indossati da Paolo Salerno al momento della rapina (ben visibili nelle immagini delle telecamere del centro cittadino), ovvero un giubbotto con cappuccio nero e un cappellino nero con visiera. Nascondendo gli abiti a casa del complice, probabilmente, Salerno pensava di farla franca ed invece questa mossa non ha fatto che confermare il suo coinvolgimento nelle rapine (quella al supermercato “In’s” sull’Aurelia a Ceriale, ma anche quelle alla tabaccheria e all’edicola di via Dalmazia ad Albenga e all’Ipersoap di Ceriale).

Con l’arresto del complice, per gli inquirenti si incastra l’ultimo tassello di un “puzzle” fatto di attività tecniche, rilievi scientifici, esami di impronte papillari, perquisizioni domiciliari, analisi e confronto di circuiti di videosorveglianza pubblici e privati, attività informative e pedinamenti. Un lavoro intenso, rapido e preciso che ha permesso agli inquirenti del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Albenga, di costruire un solido quadro accusatorio e nel contempo di arrestare i due banditi.

La mente del “duo” era appunto Paolo Salerno, l’ormai noto “bandito con lo scaldacollo” finito in manette il 6 febbraio scorso a Ceriale, subito dopo il suo quinto ed ultimo colpo, quando venne arrestato in flagranza di reato a seguito della rapina ai danni della tabaccheria “Grotti Ebe”. Tra l’altro, davanti al gip, l’uomo aveva ammesso le proprie responsabilità spiegando di aver commesso quei gesti perché si trovava in uno stato di difficoltà economica perché da mesi era senza lavoro.

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