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Privatizzazione Tpl, Melgrati: “Un danno per cittadini e Comuni, una catastrofe per i dipendenti”

"Se Provincia di Savona e Comune di Savona non possono più farsi carico del contributo se ne occupi la Regione"

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Alassio. “No alla privatizzazione di Tpl. Sarà un danno per i cittadini e per i Comuni della provincia di Savona, nonché una catastrofe per i dipendenti”. A dirlo è Marco Melgrati, vicecoordinatore regionale di Forza Italia e presidente di Politica per Passione oltre che candidato sindaco di Alassio.

“Qualcuno – dice Melgrati – deve spiegare perché si è pensato alla privatizzazione delle Tpl, unica tra le cinque aziende di trasporto pubblico su gomma esistenti sul territorio regionale. Forse perché è l’unica con i bilanci in ordine? Infatti ad oggi la Tpl viene condannata a chiudere con oltre 400 mila euro in attivo, nonostante sia l’azienda che percepisce un contributo chilometrico minore dalla Regione. Sempre qualcuno dovrà spiegare i cittadini e ai dipendenti Tpl il diverso approccio al problema, per esempio quello affrontato dal sindaco di Genova Bucci che ha optato per un affidamento in house, richiesta portata avanti a gran voce ance dai sindacati della Tpl. Ci sono figli e figliastri, società di serie A e altre (anzi, un’altra, la Tpl), di serie B? Chiediamo delle risposte”.

“Il bando di gara prevede il 10 per cento di investimenti per rinnovare il parco rotabile che chiaramente verranno estrapolati dall’importo della gara e che equivalgono 15 milioni di euro in 10 anni, che equivalgono alla durata della gara). Perché queste risorse non sono state ricercate sui bandi di gara della comunità Europea dove sono previste tanti soldi per gli investimenti sui bus elettrici, come i 13 milioni che potranno essere utilizzati dai Comuni di Savona, Celle, Varazze per smart mobility? Un’altra stranezza nel bando è costituita dall’esternalizzazione del servizio fino al 30% oltre agli esuberi dovuti a quelle lavorazioni che non andranno in gara, noleggio e scuolabus. Se come previsto dalla gara saranno esclusi i servizi di noleggio e scuolabus, che fine faranno i 35 dipendenti che ad oggi si occupano di questi servizi? Per i Comuni poi l’impegno economica non cambia, se è vero come è vero che l’ importo della gara d’appalto sarà di 146 milioni di euro e i Comuni saranno impegnati a mettere sempre a bilancio la stessa cifra attuale per la durata di 10 anni, sia se si procederà con la gara di appalto e quindi con l’ingresso dei privati, sia con l’affidamento in house”.

“Inoltre è necessario evidenziare il fatto che il bando non fornisce la garanzia dello sbocco del turnover, nel senso che le persone che andranno in pensione nei 10 anni non verranno rimpiazzate. Quindi, come si fa a fare gli stessi chilometri con meno persone? Ma se è vero come è vero che la Tpl è economicamente sana ed attiva, perché affidarne la gestione ai privati, cosa che porterebbe inevitabilmente a tagli delle corse, quindi disagio per gli utenti, aumento dei prezzi e licenziamenti di personale, creando un serio problema occupazionale? Perché non tentare, come con l’azienda genovese, la strada dell’affidamento in house? Non è ancora troppo tardi per ripensarci. C’è da chiedersi invece perché, per esempio, non vengono previsti controlli sul pagamento dei biglietti delle corse all’apertura delle discoteche estive, la notte, che negli anni scorsi hanno dato ottimi risultati o perché ci si è dimenticati di presentare domanda all’Inps per il rimborso delle prestazioni assistenziali, creando all’azienda un danno di circa 218 mila euro”.

Annuncia Melgrati: “Se diventerò sindaco di Alassio mi batterò contro questa iniqua ‘privatizzazione’ di un servizio, quello pubblico su gomma in provincia di Savona, che è pubblico e pubblico deve rimanere, a garanzia dei cittadini utenti, delle amministrazioni locali e del personale della Tpl, per evitare dolorosi licenziamenti e ulteriori tagli alle corse (come quello da me fortemente segnalato nel passato da e per l’ospedale di Albenga, poi parzialmente risolto con l’intervento del Comune) soprattutto da e verso i paesi dell’entroterra, già oggi penalizzati dai tagli subiti nel passato. Chi ne farà le spese saranno i cittadini utenti meno abbienti e gli studenti, che non possono permettersi di spostarsi con mezzi propri, e i dipendenti, visto che non ci vuole il mago Otelma per preconizzare esuberi e licenziamenti, che diventerebbero un vulnus sociale. Non è tardi per ripensarci. Chi lo deve fare lo faccia”.

“E comunque, per rispondere a qualcuno, i miei interventi non sono ispirati da ‘trans elettorale’, sono segnalazioni di cittadini e operatori del settore, che ho sempre portato all’attenzione dei media. Magari in manieri un po’ ‘guascona e pittoresca’ nei toni, ma si sa, il fine giustifica i mezzi. E se i risultati arrivano, come sono immediatamente arrivati nella questione Alassio Salute, allora ben vengano i miei metodi, disposto ad ‘assorbire’ le reprimende dei ‘potenti’”.

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