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Privatizzazione Tpl, Melgrati ribatte all’assessore Berrino: “Molte le preoccupazioni del territorio”

Il candidato sindaco alassino: "Il modello dell'affidamento in house è la strada da seguire"

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Alassio. Sulla privatizzazione di Tpl prosegue il botta e risposta tra l’assessore regionale Gianni Berrino e il candidato sindaco di Alassio Marco Melgrati, che oggi risponde con una lettera alle dichiarazioni dell’esponente della giunta Toti: “I servizi di scuolabus e noleggio non vengono attualmente svolte da società esterne, come hai affermato erroneamente, forse mal consigliato, bensì dalla Tpl e di questi servizi se ne occupano ben 35 dipendenti. Dato che entrambi i servizi non sono compresi nella gara, quali saranno le sorti di questi 35 dipendenti?”.

“La preoccupazione dei lavoratori è che l’esternalizzazione del servizio fino al 30% possa portare inevitabilmente alla perdita di ben 1.000.000 di km!”.

“1.000.000 di chilometri in meno altro non sono che tagli… tagli su corse e personale dipendente! E dove tagliare le corse (oltre che i dipendenti, causando un vulnus sociale) se non da e verso l’entroterra, già oggi penalizzato? Preoccupante è altresì la clausola della salvaguardia occupazionale cui fai riferimento: questo clausola è prevista solamente per il passaggio dei dipendenti (passaggio da Tpl all’azienda che subentrerà), ma non persiste per l’intera durata della gara, ossia 10 anni. Da qui le preoccupazioni “forti” degli autisti, assistenti e del personale tecnico e amministrativo, alcuni dei quali risiedono nella mia città” aggiunge Melgrati.

“Tu, assessore Berrino, citi come esempi Genova e Imperia, le quali però hanno optato per scelte totalmente diverse dalla privatizzazione: l’RT di Imperia ha ottenuto una proroga di ben 4 anni per riuscire ad ammortizzare gli investimenti; Genova invece ha ripiegato con l’affidamento in house, una gestione a cui molte realtà italiane stanno facendo riferimento (non ultima la giunta comunale di Milano)!”.

“Innanzitutto Ti chiedo, e Te lo chiedono i sindacati del personale Tpl, perché la Tpl non possa verificare la possibilità di avere anch’essa una gestione in house, come Genova? Il modello dell’affidamento in house è l’unico a garantire nei servizi essenziali, quale è il trasporto pubblico locale, attraverso il controllo della mano pubblica, sia il miglior servizio sulle tratte meno remunerative ma necessarie alla vita quotidiana di una Comunità (soprattutto da e verso l’entroterra), sia le migliori condizioni di lavoro per i dipendenti. Ed in tempi di crisi economica anche le politiche più liberiste consigliano investimenti pubblici per il rilancio economico di un territorio”.

E il candidato sindaco alassino sottolinea: “Inoltre, per ora non c’è nessun impegno ufficiale perché si parla di un pre-bando, le clausole verranno apposte nel momento in cui si formalizzerà il bando ufficiale all’azienda miglior offerente”.

“A tal proposito Ti chiedo, anche a nome dei lavoratori della Tpl, con cui sono in contatto sin dai tempi dell’opposizione alla Giunta Burlando, che voleva far passare il bacino unico ed un’unica società, cosa che abbiamo combattuto con forza dai banchi della minoranza regionale, quantomeno delle garanzie che tutelino i lavoratori non solamente per il “passaggio” da un’azienda all’altra, bensì per l’intera durata della gara, ossia per tutti i 10 anni”.

“Tu mi chiedi di concentrarmi sulle problematiche locali. E’ proprio per questo motivo, come candidato ed ex Sindaco di Alassio che sono preoccupato per gli eventuali tagli alle corse da e per Solva e Moglio, le frazioni di Alassio, e per gli scuolabus degli istituti dell’infanzia e primaria della mia città. Rimango a Tua disposizione per ogni ulteriore confronto costruttivo” conclude Melgrati.

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