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Pietra Ligure, minoranza all’attacco: “Città sporca nel ponte del 1 Maggio, il servizio di Ata non funziona” foto

Il consigliere Nicola Seppone: "Situazione inaccettabile per un paese turistico"

Pietra Ligure. “È bastato un semplice ponte pre-estivo per mettere a dura prova la tenuta della nostra città in termini di pulizia e decoro urbano. E se il buongiorno si vede dal mattino, indubbiamente, i cittadini hanno ragioni più che fondate per essere molto preoccupati”. Così il capogruppo di minoranza di “100% Pietra” Nicola Seppone torna all’attacco dell’amministrazione comunale pietrese: nel mirino finisce la sporcizia e la mancata pulizia della cittadina, con diretto riferimento alla necessità di rivedere il contratto e la collaborazione con la società Ata.

“Citando la determinazione dirigenziale n. 206 del 16/05/2017, risultano 31.866,40 gli euro spesi l’anno scorso per la fornitura di 60 cestini gettacarte e 10 getta sigarette che sono stati installati in vari punti della città. Tralasciando il numero esiguo per ogni tipo di contenitore, resta un dato di fatto che emerge con forza disarmante dall’esperienza diretta di questi primi giorni che anticipano la stagione estiva: i cestini gettacarte sono – a dir poco – scarsamente capienti, soprattutto quando devono far fronte ad ondate di persone che affollano le piazze e le strade del paese e che hanno – giustamente – l’esigenza di gettare qualsiasi cosa mentre sono a passeggio. Dato che dei nuovi contenitori sono già stati acquistati di recente (come visto sopra), non resta che trovare soluzioni alternative. La prima, indubbiamente, potrebbe essere quella di aumentare – di diverse unità – il numero dei contenitori gettacarte e getta mozziconi presenti in città”.

“Le foto allegate alla mozione, però, riguardano in particolare il centro storico: il cuore pulsante della vita del paese – da molti giustamente definito come un vero e proprio gioiellino – rischia di diventare una piccola discarica a cielo aperto durante i momenti di maggiore afflusso. I contenitori, anche qui, sono pochi e – come già detto – scarsamente capienti: una combo micidiale che infligge un danno di immagine inaccettabile per un polo turistico come il nostro.

“Così, dopo aver proposto di aumentare il numero dei contenitori, viene spontaneo porsi anche una domanda: con quale frequenza vengono svuotati i gettacarte? Perché il problema del numero (e dalla capienza) potrebbe essere agevolmente superato se ci fosse un servizio di raccolta rifiuti puntuale e pronto ad intervenire nei momenti più critici. Ma questo, nella realtà, non avviene! Così come non avviene la pulizia delle spiagge libere della città, per esempio, nonostante la previsione di questo servizio all’interno dello stesso contratto di appalto stipulato il 23 gennaio 2013 tra il Comune di Pietra Ligure e la società Ata. L’anno scorso, visti i numerosi disservizi, l’assessore inviò (e lesse in Consiglio comunale) una lettera di ammonimento alla società Ata. Dalla stessa società, poi, arrivò una risposta scritta. Ma in termini pratici, oggi, non possiamo apprezzare nessuna risposta, anche perché, diversamente, non saremmo di nuovo qui a parlare delle stesse cose”.

“Per questa ragione, da qui al 30 giungo del 2019 (data di scadenza del contratto di appalto che lega il Comune di Pietra Ligure alla società Ata), sarà doveroso – da parte di questa amministrazione – fare delle precise valutazioni circa l’opportunità di continuare il rapporto contrattuale con questa società. Oggi assistiamo, quasi impotenti, al mancato espletamento di alcuni servizi importanti per l’immagine della nostra città e ci limitiamo ad una lettera
di ammonimento. Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare a qualcosa di diverso, non solo per una questione di buona fede contrattuale ma anche per rispetto di tutti quei cittadini che vivono e pagano le tasse qui e che hanno il diritto di avere una città decorosa e pulita”.

La mozione chiede al Consiglio comunale di impegnare la giunta comunale ad aumentare il numero di cestini gettacarte e getta sigarette presenti in città; invitare la società che si occupa del servizio di nettezza urbana ad adoperarsi affinché il servizio di raccolta rifiuti nei contenitori suddetti avvenga con puntualità e, soprattutto, con maggiore efficienza nei momenti di maggior afflusso turistico: pena la reale applicazione dell’art. 42 dello stesso contratto d’appalto. Ciò non solo in virtù del rispetto delle clausole contrattuali ma anche per scongiurare un inaccettabile danno d’immagine per una località turistica come la nostra” conclude Seppone.

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