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Norme antiterrorismo, l’incubo di chi organizza sagre e manifestazioni: se n’è discusso a un convegno di Anci Liguria

Si è parlato, con la prefettura, di come alleggerire il carico di oneri e responsabilità sui sindaci e chi organizza manifestazioni con poco budget ma di grande valenza identitaria

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Genova. Gio Batta Pittaluga (nome di fantasia), sindaco di Roccavecchia (nome di fantasia) è stato per 45 anni l’organizzatore della sagra dello gnocco al pesto (nome di fantasia), un’attività amatoriale, portata avanti con un gruppo di persone, e che però attirava nel suo piccolo comune dell’entroterra migliaia di persone. Da poco più di un anno Gio Batta e tanti promotori di eventi “per passione” devono avere a che fare con norme restrittive e onerose per via delle leggi legate alla prevenzione degli atti terroristici. Il risultato è che eventi come la fantomatica “sagra del gnocco al pesto” non si fanno più.

Non si possono lasciare soli i Comuni ad affrontarne spese e responsabilità tanto pressanti. È stato questo il tema della giornata formativa dal titolo “La sicurezza per l’organizzazione di eventi, manifestazioni pubbliche e intrattenimento all’aperto: i costi a carico delle amministrazioni locali”, organizzata da Anci Liguria, che si è svolta oggi a Genova.

Sulla percezione – sbagliata – che la sicurezza sia uno degli argomenti su cui i sindaci siano stati lasciati soli è intervenuta il prefetto di Genova Fiamma Spena, che ha sottolineato l’importanza della “prevenzione collaborativa” tra prefetture, forze dell’ordine, Anci e comuni nella lotta al terrorismo: “Il concetto è essere a disposizione degli enti locali per affrontare insieme le criticità del territorio – ha affermato Spena – Abbiamo pensato, insieme ad ANCI Liguria, di standardizzare una procedura per poter capire di cosa possano avere bisogno i comuni in materia di safety security: uno strumento semplice, come delle griglie di valutazione, per verificare qual è il livello di rischio di una manifestazione, quali sono le iniziative che devono essere messe in campo per dare a quella manifestazione una cornice di sicurezza, che non significa impedire un evento ma ridurre al minimo il rischio di un disastro e soprattutto permettere di agire tempestivamente nel caso in cui un evento spiacevole accada e se ne debbano contenere gli effetti dannosi” ha concluso Spena.

Ha sottolineato la necessità di salvaguardare gli eventi a forte valenza identitaria degli innumerevoli borghi liguri il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Liguria Alessio Piana, che ha ribadito la necessità di strumenti più snelli ed efficaci nell’erogazione di finanziamenti a sostegno delle comunità liguri.

Comunità che molto spesso si trovano nelle condizioni di rinunciare alle manifestazioni pubbliche perché, ha commentato il coordinatore della Consulta Piccoli Comuni ANCI Liguria Enrico Piccardo, “In assenza di risorse, è difficile trovare imprese che investano decidendo di comprare e sponsorizzare i new jersey, come è avvenuto in un grande comune come Genova”.

“Una soluzione – ha proposto il direttore generale Anci Liguria, Pierluigi Vinai – potrebbe essere la possibilità di utilizzare, ad esempio, l’avanzo di amministrazione, ma a oggi non è permesso perché, non essendo considerato un investimento bensì spesa corrente, i sindaci non possono utilizzare gli spazi finanziari” ha concluso Vinai.

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