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Lavoro, Liguria indietro di 1,2 punti sui massimi pre-crisi

Il tasso di creazione di posti di lavoro delle piccole imprese è del 3,8 per cento, quasi doppio del 2,0 per cento delle medie-grandi imprese

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Liguria. Il mercato del lavoro in Liguria è ancora in leggero ritardo nella marcia verso l’uscita dal tunnel della crisi.

Gli ultimi dati Istat elaborati dall’Ufficio studi Confartigianato mettono in luce un recupero rispetto dagli anni più bui, che, dopo essersi pressoché stabilizzato negli ultimi tre anni, è ora distante 1,2 punti percentuali dai massimi pre-crisi: nel 2008 il tasso di occupazione in Liguria era del 63,6 per cento, mentre nel 2017 si è attestato al 62,4 per cento. Secondo l’analisi, in Italia solo sei regioni registrano oggi un tasso di occupazione superiore a massimi di 10 anni fa: si tratta della Provincia autonoma di Bolzano (+2,5 per cento sul 2008), quella di Trento (+0,9 punti), Lazio e Toscana (+0,7 punti), Lombardia (+0,4 punti) e Friuli Venezia Giulia (+0,3 punti). Il differenziale della Liguria è al quarto posto tra quelli delle regioni che devono ancora agguantare i livelli pre-crisi: solo Veneto, Basilicata e Valle d’Aosta devono recuperare un gap minore.

Le piccole imprese (fino a 50 addetti) contano il 50,7 per cento dei dipendenti in forza ma, secondo l’analisi di questi dati, spiegano il 65,6 per cento delle posizioni create nel biennio 2015-2017; se rapportiamo le posizioni create allo stock dei dipendenti, si calcola che il tasso di creazione di posti di lavoro delle piccole imprese è del 3,8 per cento, quasi doppio del 2,0 per cento delle medie-grandi imprese.

“Il ciclo di ripresa del mercato del lavoro, nonostante le difficoltà, vede qualche importante segnale di resilienza anche nella nostra regione – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Certo, si deve ancora recuperare la pesante caduta subita in questi ultimi anni, ma i dati ci dicono che il gap da colmare rispetto ai massimi pre-crisi si sta pian piano assottigliando. Da non trascurare anche un altro elemento: il fatto che le micro e piccole imprese, anche a livello nazionale, siano le protagoniste della ripresa con un tasso quasi doppio rispetto alle medio-grandi: sostenere le piccole realtà imprenditoriali va quindi di pari passo con il recupero del mercato del lavoro”.

A livello provinciale, a “soffrire meno” è Genova, il cui tasso di occupazione dell’anno scorso è distante un punto percentuale rispetto al massimo pre-crisi: 63,3 per cento contro il 64,3 per cento del 2009. Segue Savona, che nel 2017 registra un tasso del 63,4 per cento, 1,6 punti in meno rispetto al 65 per cento del 2009. Maggiore il gap nello spezzino e nell’imperiese: alla Spezia nel 2017 il tasso di occupazione è del 63 per cento, 2,2 punti percentuali in meno rispetto al massimo pre-crisi, cioè il 65,2 per cento registrato nel 2006. Infine, Imperia, con un pesante margine da colmare, pari all’8,4 per cento. Il tasso di occupazione del 2017 si ferma al 56,8 per cento, contro un massimo pre-crisi registrato nel 2007 pari al 65,2 per cento.

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