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Lettere al direttore

La Pinacoteca di Savona scrive al sindaco (tramite i Verdi)

Attraverso Danilo Bruno le opere del museo cittadino hanno fatto alcune domande al primo cittadino

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Buongiorno Sindaco nonché assessora alla cultura,
siamo le opere della Pinacoteca Civica di Savona chiusa al pubblico per circa 45 giorni (se tutto va bene) per lavori.

In questo breve periodo noi opere ci stiamo ponendo nelle nostre quotidiane discussioni alcuni dubbi e le vorremmo scrivere tramite i Verdi per capire se lei ci può sciogliere alcuni nodi:

1) In primo luogo perché noi dobbiamo rimanere chiusi mentre il Museo della Ceramica è aperto?

2) Perché alcune opere non sono state esposte nella parte del Museo della ceramica?
3) Perché il museo della ceramica è in mano ad una Fondazione privata di cui ad oggi è ignota (almeno ufficialmente sul sito istituzionale) la direzione scientifica e di cui dovrebbero fare parte pure i comuni di Savona, Vado Ligure e delle due Albissole, che avrà conseguentemente una gestione privata in mano ai vincitori del progetto della Fondazione Garrone a cui verrà aggiunto un coffee shop (giusto per introdurre un po’ di sana concorrenza nel monopolio commerciale savonese)? Perché la suddetta Fondazione a larga partecipazione pubblica non ha assunto pure la gestione dei musei Martini (Vado Ligure), MUDA di Albissola Mare e della ceramica di Albisola Superiore sulla base di un progetto scientifico, che per una volta faccia divenire la ceramica savonese oggetto di valorizzazione dalle origini, che sono racchiuse nel museo archeologico alle fasi medievali, moderne e contemporanee?

4) Perché noi opere siamo sempre le stesse e mai vengono esposte anche in tema di mostra quelle conservate in magazzino sulla base di un normale principio di rotazione, che vige in qualunque museo del mondo?

5) Perché i Savonesi dovrebbero fidelizzarsi ad una Pinacoteca o turiste e turisti tornare quando siamo sempre le medesime opere in mostra? Noi vediamo volentieri le persone ma alla lunga di vederci ci stanchiamo reciprocamente.

6) Vorremmo poi chiederle alcune cose riservate ovvero perché non risponde mai alla cella di Mazzini? Perché non integra il percorso Pinacoteca + Museo della Ceramica con il museo archeologico? Perché il museo Pertini –Cuneo non viene maggiormente aperto? Perche’ non crea un itinerario del Barocco o del neoclassico in città (il tempietto Boselli le ha già scritto a proposito)? Perché a Villa Zanelli non si crea un museo del Liberty, che costituirebbe una vera novità nazionale? Perché il Santuario di Savona e tutta la fascia collinare, ricca di valori naturalistici, storici e culturali, devono lentamente perire e affondare nel dimenticatoio? Perché non si fa una promozione integrata con il Vescovado e i suoi importanti beni culturali?

7) Infine è andata a vedere la collezione di burattini Gambarutti? E’ stata fatta una eventuale perizia sui beni?

Infine ci permettiamo di darLe un suggerimento perché, se è vero che la città è in forti ristrettezze economiche, la diligenza del Buon Padre di Famiglia vorrebbe una equa distribuzione delle risorse ed una seria e partecipata programmazione culturale non lasciare tutto senza alcuna guida politica ed in mano a funzionari, che gestiscono il possibile senza avere alcuna indicazione o obiettivo su cosa si intenda realizzare.
Ci permettiamo infine di rilevare che o Ella procede alla scelta di un assessore alla cultura ,che rimetta insieme le questioni oppure Ella faccia ciò che i Verdi e non solo da tempo le propongono ovvero se ne vada e lasci che la città sia governata da chi ha idee per farle conseguire traguardi innovativi e sostenibili.

Danilo Bruno e le opere della Pinacoteca Civica di Savona

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