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Elezioni Rsu nella sanità e nel pubblico, Uil-Fpl: “Contratti decentrati per rafforzare le tutele dei lavoratori”

Sono 195 i lavoratori pronti rappresentare la Uil-Fpl e il suo programma nei 68 enti del ponente ligure

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Ponente. La Uil-Fpl del ponente ligure è pronta per il rinnovo delle Rsu sindacali nel comparto pubblico e della sanità, in programma il 17, 18 e 19 aprile: “Come segreteria territoriale delle Provincie di Imperia e Savona vogliamo ringraziare i 195 lavoratori che si sono resi disponibili a rappresentare la Uil-Fpl e il suo programma nei 68 enti dei due comparti”.

“Come sindacato ribadiamo che il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto dei distinti ruoli e responsabilità, deve essere definito in modo coerente con l’obbiettivo di contemperare l’esigenza di incrementare e mantenere elevate l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati alla collettività, con l’interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale del personale”.

“Con la contrattazione nazionale siamo riusciti, di fronte al tentativo di mettere all’angolo il sindacato e la contrattazione decentrata, a far si che alcune materie che erano di competenza esclusiva della parte datoriale siano diventate, con la firma del contratto, strumento condiviso di partecipazione per rilanciare l’efficienza e il ruolo del sindacato e dei lavoratori”.

“Il lungo percorso di mobilitazione, portato avanti dalla Uil-Fpl, ha permesso di salvaguardare il personale delle Camere di Commercio, delle Provincie, dei Centri per l’Impiego, dei lavoratori del ruolo sanitario, di quello amministrativo e di quello tecnico, del settore scolastico-educativo e della polizia locale”.

“Con le nostre lotte siamo riusciti ad ampliare la platea dei diritti, quali permessi, congedi, aspettative, assenze per malattia, diritto allo studio, formazione, welfare, conciliazione vita-lavoro. Abbiamo provveduto a far si che si semplificasse e rafforzasse il sistema delle indennità per valorizzare le professionalità presenti nei due comparti”.

“Ora con le Rsu vogliamo consolidare nei contratti decentrati tutto ciò che abbiamo ottenuto con il contratto nazionale. Il nostro obiettivo resta quello che nel comparto delle funzioni locali vengano rispettate le norme e i tempi della contrattazione e che come abbiamo sempre affermato nel passato non si abbiamo più storture come quelle del Comune di Savona dove la parte pubblica, pur concordando un percorso di uscita dallo stallo del pre-dissesto, non vi ha dato corso facendo così ricadere sul personale dipendente scelte a suo tempo discutibili a suo tempo adottate che hanno portato alla situazione attuale come ad esempio la prevista esternalizzazione di due asili nido e la riduzione degli orari di apertura e chiusura dei rimanenti”.

Tra le questioni aperte anche quella dell’Amministrazione Provinciale di Savona “dove la scelta di “chiudere la Polizia Provinciale” ha ribaltato sui cantonieri responsabilità che non sono state debitamente retribuite e che hanno portato l’Amministrazione Provinciale a dover attuare una unione con la Provincia di Imperia per le attività di Polizia Provinciale con esborsi monetari che avrebbero comunque consentito il mantenimento del Corpo” aggiunge la Uil-Fpl.

E ancora alla Camera di Commercio delle Riviere di Liguria “dove la scelta di accorpare su Savona le Camere di Imperia e La Spezia ha rideterminato un’organizzazione del lavoro che non tiene conto delle professionalità acquisite e quindi poco consona alle esigenze di tutti e tre i territori”.

Nel Comparto della Sanità Pubblica il nostro impegno costante resta quello di far si che nell’ASL 1 Imperiese e nell’ASL 2 Savonese si addivenga ad una equa distribuzione fra tutto il personale delle somme che il contratto demanda ai vari istituti della contrattazione decentrata, questo per evitare che come successo nell’ASL 1 Imperiese, dove il mancato accoglimento della nostra proposta sulle modalità di progressioni orizzontali, ha fatto si che una grossa parte di dipendenti non ha avuto il riconoscimento di un giusto passaggio di fascia perché le risorse a ciò destinate hanno finanziato progetti strategici che, a nostro parere, tali non erano in quanto attribuibili solo ed esclusivamente a carenze di organico”.

“Analogamente si dovrà nel contratto decentrato porre le condizioni perché l’ampliamento di certi diritti contenuti nel Contratto nazionale trovino una giusta applicazione a livello aziendale” conclude il sindacato.

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