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Lettere al direttore

Considerazioni sul 25 Aprile…

Il pensiero del capogruppo FI Angelo Vaccarezza che ha preso parte alla cerimonia al cimitero di Altare

Cari Amici, sono giorni importanti questi.
Ricchi di memoria, tristezza, ricordo.
Qualche considerazione.
Ho partecipato ieri alla commemorazione di TUTTI i caduti al Cimitero Militare delle Croci Bianche di Altare, luogo dove riposano soldati che hanno combattuto per un ideale, non necessariamente lo stesso.
Ricorderemo ancora, nei prossimi giorni, le innocenti vittime dell’odio.
Anche dell’odio di chi, a guerra finita, ha strumentalizzato una vittoria ed in nome di questa ha violentato, torturato, ucciso.
Oggi, ma non sempre, la violenza è stata sostituita dai fischi, dalle grida.
Quelle con cui ieri si è tentato di coprire le parole del Governatore della Liguria Giovanni Toti, e del Sindaco di Genova Marco Bucci.
Già.

Perché NON premettere le parole, IMPEDIRE di parlare, è il modo che da sempre viene utilizzato per tentare di prevaricare l’altro.
Non la pensi come me? Non parli!
Non conta Ti abbiano democraticamente eletto perché NOI siamo la verità, NOI siamo di sinistra.
Negare una realtà esistita non fa che renderne più profonde le radici nella storia.
Perché chi combatte per un ideale va rispettato.
Anche se questo non corrisponde al nostro.
Ci si confronta in maniera civile, non evitando il confronto ed opponendosi al pluralismo.
Ed e’ quella stessa follia, quella stessa crudeltà che a Macerata hanno trasformato una pagina buia della nostra storia in un gioco per bambini, regalando caramelle a chi colpiva un manichino appeso a testa in giù.
Non si insegna questo a bambini che vogliamo adulti responsabili.
Si insegna che esiste la storia, che della storia fanno parte molte pagine.
Anche quelle che vengono nascoste, sperando che cadano nel dimenticatoio.
IO NO.

Io faccio parte di coloro che combatteranno sempre per far sì che le nostre radici non vengano recise, difendendo il ricordo, l’onore, la memoria.
Anche quando mi viene chiesto espressamente di non farlo.

“Sai Angelo è meglio di no”.
“Non conviene”.
PER ME, È MEGLIO DI SÌ.
SEMPRE.

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