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Comunità Europa dello Sport, l’Italian Riviera si prepara ad accogliere la delegazione di Aces Europe foto

Upasv e Comuni stanno definendo i dettagli del dossier da consegnare ai delegati che tra l'11 ed il 13 maggio visiteranno il nostro territorio

Borghetto Santo Spirito. E’ quasi giunto al termine l’impegno dei vertici dell’Unione Provinciale Albergatori e dei Comuni che ormai da mesi stanno lavorando alla candidatura della “Italian Riviera” quale Comunità Europea dello Sport per l’anno 2020.

L'Italian Riviera si prepara ad accogliere la delegazione di Aces Europe

Quest’oggi i vertici di Upasv e gli amministratori comunali si sono dati appuntamento in municipio a Borghetto Santo Spirito per definire gli ultimi dettagli del dossier da consegnare ai delegati di Aces Europe che tra l’11 ed il 13 maggio visiteranno il nostro territorio per valutare la proposta presentata da Andora, Laigueglia, Alassio, Albenga, Ceriale, Borghetto, Loano, Pietra Ligure, Borgio Verezzi, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Vado Ligure, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze Boissano su input dell’associazione degli albergatori savonese.

“La delegazione di Aces Europe verificherà che il nostro dossier risponda alle loro indicazioni – spiega il presidente di Upasv Angelo Berlangieri – Oggi siamo qui con tutti i Comuni del comprensorio per organizzare questa tre giorni in cui cercheremo di dare il meglio di noi e fare in modo che la nostra candidatura vada a buon fine. Ottenere per il 2020 il titolo di Comunità Europa dello Sport avrebbe per il nostro territorio ricadute gigantesche in termini di promozione turistica”.

L’obiettivo della candidatura è “caratterizzare il nostro territorio per un’infrastruttura turistica e sportiva outdoor sia di terra che di mare tale da renderlo la destinazione outdoor per eccellenza in Europa. Vogliamo che l’Italian Riviera e la nostra provincia siano la meta preferita da tutti i cittadini europei appassionati di outdoor e che vogliono trascorrere una vacanza praticando gli sport all’aria aperta”.

Un lavoro “teoricamente facile”, considerando che tanti comuni savonesi hanno ottenuto il riconoscimento di Città Europea dello Sport negli ultimi anni, ma “complicato dal punto di vista pratico”. Questo perché “bisogna mettere insieme i vari pezzi e le varie anime. In questa fase stiamo organizzando davvero la destinazione e il prodotto turistico. Non basta il racconto di quello che siamo ma occorre strutturare un’offerta vera, distribuibile, vendibile sui mercati, per fare in modo che gli europei riconoscano questa area come un luogo in cui venire a trascorrere le vacanze e praticare l’attività sportiva all’aria aperta”.

“Poi abbiamo il ‘problema’ di disciplinare la materia e l’attività affinché il nostro territorio sia fruibile da tutti e non solo da qualcuno. Chi usa il territorio fuori dalle regole non è ben visto dal punto di vista dell’accoglienza turistica e fa danno al territorio e a chi vuole fare questa vacanza nel pieno rispetto della libertà e degli altri”.

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