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Centri salute, De Vincenzi (Pd): “Dopo la mia denuncia anche il centrodestra contro la decisione della Regione”

"Significa che i problemi che ponevo in quell'occasione erano destinati a venir fuori"

Regione. “Eppur si muove: amministratori e candidati di ogni schieramento politico finalmente si sono accorti della necessità di accendere i riflettori sui centri salute operanti nella provincia di Savona. La mia interrogazione dello scorso dicembre sembrava aver ammutolito il centrodestra e la Lega, che sino a ieri glissavano e mantenevano la regola del silenzio per il solo fatto di non contraddire l’assessore Sonia Viale. Significa che i problemi che ponevo in quell’occasione anzitutto non meritavano una risposta piccata e vaga da parte dell’assessore, ma soprattutto erano destinati a venir fuori. Questa giunta regionale non può continuare a trattare i temi della sanità pubblica come se mettesse la polvere sotto il tappeto”. E’ il commento del consigliere regionale del Pd, Luigi De Vincenzi, uno dei primi a sollevare la questione dei centri salute nel savonese.

“Quello delle associazioni di medici di medicina generale – prosegue De Vincenzi – è un progetto ormai decennale, che costituisce un punto fondamentale dell’offerta sanitaria dell’Asl2 savonese e contribuisce in maniera sostanziale ad abbattere gli accessi in pronto soccorso, riducendo le attese dei pazienti. Sono ormai parte integrante del tessuto locale, nella gestione delle urgenze brevi e differite di concerto con i presidi ospedalieri, e nella cura delle cronicità. Non è ammissibile sottovalutarne l’importanza, anche alla luce della continuità assistenziale che assicurano ai propri pazienti”.

“Oggi noti esponenti del centrodestra che avevano osservato la regola del silenzio o avevo difeso a spada tratta l’assessore regionale, ricevono un’illuminazione sulla via di Damasco e si rendono conto dei disastri che l’assessore Viale e il direttore generale dell’Asl Savonese Eugenio Porfido stanno accumulando di giorno in giorno, mettendo in ginocchio il sistema salute di un intero territorio”.

“Sono più di due anni che denuncio le mancanze, le storture e soprattutto i ridimensionamenti drastici nei confronti della sanità locale, dalla mancata nomina di dieci primari all’ospedale Santa Corona (Dea di II livello), alle lista d’attesa infinite, alla decadenza strutturale di reparti e padiglioni. Tutte prese di posizione non ideologiche, ma al servizio della cittadinanza e dei suoi diritti ineludibili”, conclude Luigi De Vincenzi.

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