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Bettino Piro, dal trionfo di Voghera al declino: sei anni alla presidenza del Savona tra amore e odio

Il successo nello spareggio del 19 maggio 2002 venne offuscato dalla retrocessione; il "vattene" dei tifosi segnò l'ultimo anno

Savona. È stato alla guida del Savona Fbc per un solo lustro e poco più, dal 1999 al 2005, ma per le contrastanti ed intense emozioni che ha saputo dare alla piazza calcistica biancoblù, ha lasciato un gran numero di ricordi. Parlando di Bettino Piro, Benedetto all’anagrafe, vulcanico imprenditore siciliano, non si rimaneva mai indifferenti.

Nei suoi sei anni di gestione portò la squadra biancoblù dall’anonimato dell’Eccellenza alla Serie C2, ma se ne andò dopo una retrocessione.

Era l’estate del 1999 quando Piro rilevò il Savona dai fratelli Gianfranco e Maurizio Montali, accollandosene tutti i debiti. Gli Striscioni, sotto la guida di Antonio Sassarini, vissero un avvio di stagione stentato e poi, quando il presidente richiamò Flavio Ferraro, già al timone della squadra l’anno precedente, presero il largo vincendo il campionato con 10 punti di vantaggio sul Vado.

Nell’anno seguente, in Serie D, Ferraro durò solamente lo spazio di dieci giornate. Squadra affidata a Felice Tufano e terza posizione finale, dietro alla Valenzana e a pari punti con la Sangiustese.

Poi, nel 2002, la stagione più bella. Ai biancoblù di mister Tufano non bastò vincere 25 partite su 34 per scrollarsi di dosso la compagnia dell’Ivrea. Fu necessario uno spareggio: venne giocato a Voghera il 19 maggio e i biancoblù batterono gli eporediesi con un gol di Bracaloni. Davanti a migliaia di spettatori e alle telecamere di RaiSport, con Piro che, a fine partita, sottolineò come “La città lo merita“, riferendosi al professionismo. Un tripudio e infiniti ringraziamenti nei suoi confronti.

Ben altra passione e ben altro seguito rispetto a quello attuale del calcio. Nel 2002/03, tornato in Serie C2 dopo 16 anni tra i dilettanti, il Savona portò una media di 1.405 spettatori allo stadio nelle partite casalinghe, con la punta dei 4.781 nel match contro la Florentia Viola, l’allora decaduta Fiorentina. La squadra, sempre guidata da Tufano, ottenne un buon 13° posto, salvandosi.

L’anno seguente fu quello della retrocessione. La squadra non riusciva a rialzarsi dalle retrovie, e molti sostenitori videro nel presidente la causa del declino. Sedicesimo posto in classifica, ovvero il terzultimo, e il Savona pareggiò sia all’andata che al ritorno nello spareggio playout con il Legnano, che si salvò. Sabato 29 maggio fu il giorno del ritorno tra i dilettanti.

L’estate del 2004 vide un forte ridimensionamento della squadra. L’entusiasmo crollò, al punto che le cronache dell’epoca, per il debutto casalingo con la Novese, parlano di soli 229 spettatori sugli spalti. Al giorno d’oggi spesso se ne contano ancora meno, ma in quegli anni i colori biancoblù avevano ben altro seguito. La squadra, infatti, non andò oltre il 13° posto, raggiungendo una salvezza stentata.

Piro vattene” era la scritta che campeggiava su di uno striscione esposto ad ogni partita, così come su un muro del Bacigalupo. E Piro se ne andò, con amarezza, accusando l’amministrazione comunale di non sostenerlo nei suoi sforzi. Il 27 giugno 2005 cedette la società a Domenico Russo e la squadra visse periodi ben peggiori, con il fallimento a causa dei debiti ereditati dalla gestione dello stesso Piro.

Negli anni seguenti si parlò di lui per le vicissitudini giudiziarie; in particolare per la condanna per frode su erogazioni pubbliche e truffa. Gli venne contestata l’inadempienza agli impegni assunti con l’ente comunale, riguardanti i lavori di mantenimento del campo da gioco.

È stato amato, odiato, contestato, osannato, è stato il massimo dirigente che più ha diviso i tifosi, il più diretto, il più provocatore, ma anche quello dotato di più carisma, sostengono in tanti. Al punto che, undici anni dopo, nel marzo 2015, quando tornò a farsi vivo con un progetto legato ai biancoblù, in tanti provarono ad appoggiarlo.

Piro allestì in piazza un gazebo per raccogliere le firme per la fondazione Savona Calcio onlus. Un progetto di azionariato popolare per sostenere la squadra in un periodo di evidente difficoltà, nel quale, a suon di penalizzazioni, il Savona stava vivendo una nuova retrocessione.

Ma non bastò a scaldare la piazza: la sottoscrizione popolare non ingranò e in breve tempo venne dimenticata. Fu la il suo ultimo tentativo di legarsi ai colori biancoblù. Ed oggi, la sua scomparsa.

Il Savona Fbc porge le più sentite condoglianze alla Famiglia dell’ex Presidente Bettino Piro – si legge sul sito della società -. Ci addolora la scomparsa improvvisa di una persona che ha amato ed amava il Savona e che ha avuto il merito di riportare la squadra nei Professionisti nella Stagione 2001/2002. Il Savona chiederà alla LND di giocare la partita di domenica con il Real Forte Querceta con il lutto al braccio per onorare la sua memoria“.

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