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Il Bacigalupo saluta Bettino Piro, l’affetto dei tifosi savonesi: “C’è solo un presidente, un presidente…” fotogallery

La cerimonia allo stadio Bacigalupo per ricordare l'ex presidente scomparso venerdì

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Savona. Il feretro è arrivato allo stadio Bacigalupo e si è diretto sotto la gradinata dei tifosi del Savona Calcio che gli hanno tributato un lungo applauso: questa mattina l’ultimo saluto all’ex presidente della società sportiva savonese Bettino Piro, scomparso all’età di 60 anni. Piro è stato presidente dal 1999 al 2004, negli anni d’oro che hanno portato il Savona dall’Eccellenza alla serie C2, tra i professionisti.

L’ improvvisa scomparsa dell’ex patron biancoblu ha scosso il mondo del calcio e dello sport savonese, con la Gradinata Perachino che ha voluto ricordare la figura dell’ex presidente e la sua passione per il Savona Calcio.

Il momento più toccante della giornata è stato il passaggio al Bacigalupo, tra le curve dei tifosi che durante la presidenza Piro si erano riempite con numeri oggi impensabili: oltre mille presenti a gara in Serie C2, più di 4.000 nel giorno della sfida alla Florentia Viola, la Fiorentina distrutta e decaduta per le vicende di debiti.

Cori e slogan da parte dei tifosi biancoblù presenti questa mattina allo stadio dedicati a Bettino Piro: “C’è solo un presidente, un presidente…”, ma non solo. E poi lo striscione: “Chi vive di passione vivrà per sempre, Ciao Bettino”, ricordano l’anima passionale dell’ex presidente durante la sua avventura al Savona Calcio.

bettino piro morto ultimo saluto tifosi

I tifosi sono poi scesi a rendere omaggio al feretro di Bettino Piro, posizionando anche una maglia del Savona Calcio. “E’ stato uno dei pochi presidenti che hanno messo soldi veri in questa società, dimostrando grande passione e affetto per questi colori e per questa maglia”.

Piro è stata una figura indimenticabile per la Savona sportiva, forse il segno di una città che non ha voluto arrendersi alla scarsa rilevanza calcistica delle sue squadre, solo di rado protagoniste dei campionati nazionali. A ricordarlo oggi anche l’assessore allo sport Maurizio Scaramuzza, appassionato sportivo e tifoso del Savona: “lo spareggio per la promozione è uno dei più bei ricordi sportivi che io abbia mai avuto. “Ci fossi stato io, ci saremmo divertiti davvero – ha aggiunto poi Scaramuzza ai microfoni di Ivg.it – Ha dato moltissimo alla città sportiva e forse ha ricevuto troppo poco“: una tiepida frecciata al mondo del calcio e alle amministrazioni precedenti. “Era una persona che arrivava dal futuro… Non faceva calcoli, era mosso da una passione pura e sincera. Difficile trovare nel mondo del calcio attuale persone come lui” ha concluso l’assessore savonese.

Era l’estate del 1999 quando Piro rilevò il Savona da Gianfranco e Maurizio Montali, accollandosene tutti i debiti. Gli Striscioni, sotto la guida di Antonio Sassarini, vissero un avvio di stagione stentato e poi, quando il presidente richiamò Flavio Ferraro, già al timone della squadra l’anno precedente, presero il largo vincendo il campionato con 10 punti di vantaggio sul Vado. Nel 2002, la stagione più bella. Ai biancoblù di mister Tufano non bastò vincere 25 partite su 34 per scrollarsi di dosso la compagnia dell’Ivrea. Fu necessario uno spareggio: venne giocato a Voghera il 19 maggio e i biancoblù batterono gli eporediesi con un gol di Bracaloni. Davanti a migliaia di spettatori e alle telecamere di RaiSport, con Piro che, a fine partita, sottolineò che “la città lo merita“, riferendosi al professionismo

Nel 2002/03, tornato in Serie C2 dopo 16 anni tra i dilettanti, il Savona portò una media di 1.405 spettatori allo stadio nelle partite casalinghe, con la punta dei 4.781 nel match contro la Florentia Viola, l’allora decaduta Fiorentina. La squadra, sempre guidata da Tufano, ottenne un buon 13° posto, salvandosi.

L’anno seguente fu quello della retrocessione. La squadra non riusciva a rialzarsi dalle retrovie e molti sostenitori videro nel presidente la causa del declino. Sedicesimo posto in classifica, ovvero il terzultimo, e il Savona pareggiò sia all’andata che al ritorno nello spareggio playout con il Legnano, che si salvò. Sabato 29 maggio fu il giorno del ritorno tra i dilettanti. La critica fu fortissima, in città, e tra i colpevoli venne inserito anche Bettino Piro: Il 27 giugno 2005 cedette la società a Domenico Russo e la squadra visse periodi ben peggiori, con il fallimento a causa dei debiti ereditati dalla gestione dello stesso Piro. Poi la stagione delle vicissitudini giudiziarie, ma quella è un’altra storia.

Ecco la diretta di IVG.it:

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