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Albisola, consiglio straordinario dopo le tragedie sull’Aurelia: “Servono alternative da avviare subito” fotogallery

Consiglio "allargato" a Savona, Albissola, Celle e Varazze e ai rappresentanti savonesi in Regione e Parlamento

Albisola Superiore. “La nostra è un’unica grande città, che va da Varazze a Savona e anche oltre, divisa in piccole unità amministrative ma strettamente interconnessa. Ieri ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione, un pullman a fuoco sulla A10 ha paralizzato tutto il territorio per ore e ore. E se questo territorio ha una colpa, è quella di aver valutato per anni alternative senza alla fine aver mai preso una decisione“. Ha esordito così il sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi introducendo il consiglio comunale straordinario convocato dopo le recenti tragedie sull’Aurelia, con gli investimenti mortali (la 77enne Ilvana il 13 aprile e l’81enne Miranda Galassi tre giorni dopo) che hanno riportato al centro del dibattito politico il tema del traffico sull’unica arteria viaria attualmente esistente oltre alla A10.

IL CONSIGLIO STRAORDINARIO IN DIRETTA

Un consiglio comunale “allargato” ai rappresentanti dei Comuni di Savona, Albissola Marina, Celle Ligure e Varazze e ai rappresentanti savonesi in Regione e in Parlamento (erano presenti Angelo Vaccarezza, Andrea Melis, Luigi De Vincenzi, Paolo Ripamonti e Sara Foscolo). In un clima reso “denso” dalla consapevolezza dell’importanza del tema (si è iniziato con un minuto di silenzio in memoria delle due vittime di settimana scorsa) amministratori e politici hanno affrontato le possibili soluzioni ad una situazione che, negli ultimi anni, è ormai entrata nel Dna dei savonesi.

“Abbiamo avuto tre morti in quattro mesi sull’Aurelia, e sempre sulle strisce“, ricorda Orsi: e sul banco degli imputati finiscono un po’ tutti, da coloro che ordinano molti prodotti online (“contate la quantità di furgoni ogni giorno sulle strade”) a Ferrovie che ha soppresso dei convogli. Ma soprattutto sotto accusa finisce l’incapacità delle varie amministrazioni di trovare alternative in questi anni. “La soluzione non la possiamo trovare solo guardando in casa nostra – ha affermato Orsi dopo aver ricordato i tanti dibattiti di questi anni su Aurelia Bis e caselli autostradali – perché è innegabile che una componente importante del disagio è data dal traffico pesante diretto in porto, ma dobbiamo anche ricordare che ogni giorno circa 7500 macchine provenienti da Varazze, Celle e le Albisole entrano a Savona, e la qualità degli abitanti di via Gramsci o corso Mazzini non è migliore di quella che viviamo noi ad Albisola. Occorrono soluzioni, concrete ed immediate, oltre l’Aurelia Bis. Per anni si è parlato di creare un casello alla Villetta, ma nelle ultime elezioni del 2016 non c’è stata una sola lista che abbia inserito quel tema nel proprio programma…“.

Gli ha fatto eco il primo cittadino di Celle Ligure, Renato Zunino: “Ricordo che di queste cose parlavamo nel 1975, quando diventai sindaco per la prima volta. Ora siamo nel 2018 e la situazione è peggiorata… persino la A10, con decine di Tir che si ribaltano nel tratto tra Albisola e Varazze. Ormai la nostra situazione è drammatica, noi cellesi non sappiamo mai quando arriveremo a Savona. E secondo me c’è anche un problema di salute: il traffico bloccato causa molte più emissioni di altre realtà di cui parliamo in questi giorni. Serve una soluzione immediata, senza aspettare l’Aurelia Bis: non possiamo permetterci di piangere un altro morto nei prossimi giorni. Davvero non possiamo più aspettare. Servono interventi in prospettiva, ma anche altri immediati come ad esempio una limitazione degli orari del traffico pesante. Altrimenti la situazione attuale porterà solo a nuovi lutti e a gravi problemi per la salute delle persone”.

“Il modo in cui il trasporto è stato concepito nel nostro territorio è alla base dei problemi che viviamo oggi – ha fatto notare il sindaco di Albissola Marina, Gianluca Nasuti – pensiamo al casello autostradale o all’Aurelia, quando arrivarono furono motivo di festa ed oggi invece la loro collocazione è parte integrante del problema. Altra opportunità persa è stata lo spostamento della ferrovia a monte: ogni Comune ha utilizzato il vecchio tracciato come credeva, e così oggi anche la possibilità di utilizzarlo come soluzione alternativa ce la siamo giocata. Ulteriore paradosso, viviamo un momento in cui dovremmo sollecitare l’uso del trasporto pubblico da parte dei residenti e invece gli togliamo risorse… Io ho iniziato a fare l’amministratore quando stava partendo la realizzazione dell’Aurelia Bis, non ho potuto partecipare alle discussioni precedenti sulle altre alternative: oggi c’è questa, finanziata e in costruzione, quindi è ormai inutile discutere su altre possibilità. Rimettere oggi in discussione il tracciato dell’Aurelia Bis risulterebbe anacronistico e non produrrebbe, purtroppo, nessun effetto concreto. Dobbiamo invece insistere sul secondo lotto: credo che il nostro obiettivo, di noi tutti amministratori, debba essere lasciarlo almeno approvato e finanziato entro la fine del nostro mandato, è un tassello a cui non possiamo rinunciare”.

“Né io né i miei colleghi abbiamo la soluzione in tasca, e non vogliamo addossare agli altri la colpa di non averle trovate – ha spiegato Alessandro Bozzano, sindaco di Varazze – ma ciò che ora stiamo chiedendo è davvero importante. Ieri la chiusura della A10 ha completamente paralizzato il nostro asse viario fino a Cogoleto, e non possiamo permettercelo: si paralizzano centri storici che vivono sul turismo, si rende impossibile raggiungere l’ospedale. E’ necessaria l’apertura di un tavolo politico trasversale con i Comuni, la Regione e gli enti superiori che permetta di trovare soluzioni. Auspico che le riflessioni fatte qui oggi non cadano, ma anzi siano il motore per cercare domani tutti quanti delle soluzioni che possano dare risposte vere e concrete a un territorio già penalizzato da situazioni endemiche e fisiologiche”.

“Oggi abbiamo messo le basi per qualcosa di importante – ha detto il vicesindaco di Savona, Massimo Arecco – Di traffico si muore? Sì, lo provano le vittime di questi giorni e anche mio padre fu ucciso anni fa in questo modo. Ogni volta che mia madre esce di casa ho paura. Il problema del traffico non riguarda più solo la mobilità, ma anche l’incolumità delle persone: la situazione è fuori controllo, ormai tutti siamo abituati a comprare online per risparmiare e poi ci chiediamo come mai le strade sono intasate da centinaia di furgoncini che girano come pazzi per consegnare i pacchi. Traffico, inquinamento: non basta il nuovo casello, dobbiamo rimettere in discussione il nostro stile di vita e il nostro modo di ragionare. Va ripensato il trasporto pubblico: ne parliamo tanto, ma poi non abbiamo risorse e anche le Ferrovie eliminano delle linee… se potenziassimo davvero la linea ferroviaria forse una parte di questi problemi sarebbero risolti”.

Arecco cita le mille difficoltà dell’opera prevista alla Margonara: “Io e Nasuti siamo andati a una riunione a Roma, e ci è stato fatto un elenco di circa un’ora di criticità a tal punto che alla fine chi siamo chiesti se si farà o no. E la decisione avrà conseguenze pesanti, senza quell’opera forse anche l’Aurelia Bis perderebbe di senso. E cosa succederà a Miramare? Il problema è grosso, se dopo trent’anni di discussioni abbiamo ancora dei dubbi significa che siamo veramente messi male. Occorre un’azione di lobbying pesante, a livello ministeriale, andando con determinazione nelle sedi giuste per portare delle istanze del territorio che altrimenti resterebbero inevase. Dovremo battere i pugni sul tavolo tutti insieme: i soldi, con un’azione intelligente e sinergica, credo si possano trovare, è la compattezza di un territorio che fa la differenza”.

Arecco parla anche della piattaforma Maersk: “Tutti ovviamente speriamo che funzioni e abbia molto lavoro, molti container e molti camion. Ma riuscite a immaginare cosa questo significherà per la viabilità? E’ un problema di tutto il territorio. Per questo, quando avremo terminato il nuovo piano del traffico a cui stiamo lavorando, inviterò anche i sindaci dei Comuni vicini per discuterne insieme a loro: spesso anche solo pedonalizzare una via ha ripercussioni su un’intera area”.

Molto critica la minoranza di Albisola: “Questa discussione mi pare surreale, sembra che di questo problema ci si accorga solo adesso. Noi abbiamo presentato le prime mozioni sul tema nel 2009, ben tre, puntualmente bocciate, e ci sono interpellanze agli atti che chiunque può consultare. Altro che tavoli e dibattiti, i cittadini albisolesi hanno bisogno di soluzioni subito. Noi siamo stati trasformati ormai nel secondo casello di Savona, e quindi portiamo ricchezza a Savona venendo sottoposti a un traffico e a un’inquinamento insostenibili”. La minoranza ha inoltre presentato una nuova mozione che chiede al sindaco di emettere ordinanze per affrontare il problema dell’inquinamento e di battersi per la realizzazione del casello Albamare.

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