IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Tassista rapinato a Finale, colpevole tradito dal Dna e da una telefonata fatta con il cellulare della vittima fotogallery

Il 37enne di Finale aveva minacciato con un coltello il tassista, che però era riuscito a metterlo in fuga mordendogli la mano

Più informazioni su

Finale Ligure. È stato assicurato alla giustizia l’autore della rapina a mano armata verificatasi il 3 febbraio scorso ai danni di un tassista di Finale Ligure. La vittima, durante il servizio notturno, aveva caricato il suo cliente-aguzzino alla stazione ferroviaria di Finalmarina: il malvivente lo aveva ferito con la lama di un coltello da cucina, rapinandolo del proprio telefono cellulare. L’audace reazione del tassista, che aveva morso la mano armata del rapinatore, era stata decisiva per metterlo in fuga, ma il malvivente era comunque riuscito a strappargli lo smartphone.

L’analisi investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Albenga, che parallelamente stava già indagando su altre rapine a mano armata verificatesi in quel periodo (tutte attribuite a Paolo Salerno, anch’esso poi assicurato velocemente alla giustizia), aveva consentito di raccogliere una serie di interessanti elementi indiziari che hanno portato successivamente a perquisire l’appartamento dell’indagato F.A., 37enne di Finale Ligure.

All’interno dell’alloggio gli investigatori del Nor hanno recuperato abiti, calzature e guanti compatibili con quelli utilizzati durante la rapina. I carabinieri, mettendo alle strette l’uomo, sono poi riusciti perfino a farsi indicare il luogo dove si era disfatto dello smartphone, lanciato da un tornante di Verezzi in una zona boschiva poco dopo averlo sottratto e utilizzato per compiere delle telefonate (altro errore risultato per lui fatale). Infine l’esito positivo dell’esame del Dna, accertato dai colleghi specialisti del Ris di Parma su una traccia di sangue lasciata dal rapinatore su divanetto posteriore del taxi, ha poi definitivamente chiarito la responsabilità del pregiudicato.

Di fronte alle prove raccolte dai Carabinieri ingauni contestati in sede di interrogatorio delegato dal Pubblico Ministero Cristiana Buttiglione, presso il comando della Compagnia di Albenga, il rapinatore non ha potuto far altro che confessare le proprie responsabilità. Alla base della rapina, secondo i militari, ci sarebbe la dipendenza dalla droga.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.