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Uomo trovato impiccato sul treno, autopsia su Osvaldo Cocucci: probabile suicidio

Si attendono ancora gli esami tossicologici, nessun segno di violenza sul corpo

Finale Ligure. E’ un probabile suicidio, seppure anomalo e con elementi ancora da chiarire: Osvaldo Cocucci, l’88enne pregiudicato trovato impiccato nel bagno del treno Thello Eurocity Nizza-Milano alla stazione di Finale Ligure, è morto per asfissia da impiccamento, secondo l’esame autoptico eseguito oggi dal medico legale Marco Canepa su incarico della Procura savonese, che sta indagando sulla morte dell’uomo che compare nelle carte del processo Andreotti per mafia e già alla ribalta delle cronache per la sua attività criminale.

Dall’autopsia non sono stati trovati segni di violenza e o altro che possa far propendere per una morte violenta provocata da terzi. Sul suo corpo sono stati effettuati tutti i prelievi del caso e ora si attende l’esito degli esami tossicologici, che potranno fornire ulteriori chiarimenti al sostituto procuratore Cristiana Buttiglione, che coordina l’indagine.

Gli inquirenti, per tirare le fila nell’inchiesta aperta sulla morte dell’anziano pregiudicato, attendono quindi ulteriori riscontri medico-legali, questo per escludere una possibile intossicazione o altro che possa aver determinato il decesso. Ad alimentare dubbi sulla morte dell’uomo, che era salito a Nizza sul convoglio Thello Eurocitydiretto a Milano, il fatto che non aveva con se una borsa, il portafoglio e il cellulare: il corpo era stato scoperto da uno dei ferrovieri quando il convoglio si trovava nei pressi di Finale Ligure.

Il nome di Osvaldo Cocucci era finito tra le carte dei processi a Giulio Andreotti per mafia, in cui vennero esaminati anche i misteri legati al faccendiere Michele Sindona, morto suicida in carcere dopo essere stato condannato per avere commissionato l’omicidio del commissario liquidatore del Banco Ambrosiano Giorgio Ambrosoli.

Il suo nome, inoltre, compare nelle relazioni della commissione parlamentare antimafia, in cui si dice che era a capo di una banda italo argentina di cui faceva parte Federico Corniglia, personaggio della malavita milanese, collaboratore di giustizia ascoltato dai magistrati riguardo alla ricostruzione di un presunto incontro fra il senatore Andreotti e “Frank” Coppola a Roma nel 1970.

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