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Tpl, ora è guerra: lavoratori in sciopero e bus fermi dopo il “no” del consiglio comunale di Savona fotogallery

L'azienda avvisa: "Servizi ridotti o non erogati"

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Provincia. Bus fermi, in tutta la provincia. Ecco l’immediata protesta dei lavoratori di Tpl dopo che ieri il consiglio comunale di Savona ha negato l’ammissione in votazione di una mozione urgente (presentata da Rete a Sinistra, Noi per Savona e M5S) che avrebbe impegnato l’amministrazione Caprioglio a proporre alla Provincia di Savona lo stop alla gara per la privatizzazione del trasporto pubblico.

Questa mattina i lavoratori sono rimasti in presidio davanti ai depositi, ed il 90% circa dei mezzi non sta circolando. Con gli ovvi disagi per i cittadini: alla redazione stanno arrivando dall’intera provincia decine di segnalazioni di mamme e studenti fermi alle fermate dei pullman in attesa di mezzi che, per oggi, non arriveranno.

Già ieri i lavoratori, seriamente preoccupati per le conseguenze che una gestione privata potrebbe avere sulla qualità del servizio e sul loro posto di lavoro, avevano “invaso” il consiglio comunale di Savona con una rumorosa protesta: più volte si era arrivati allo scontro verbale con il presidente del consiglio Renato Giusto, che alla fine aveva accettato di sospendere il consiglio trasformandolo in una seduta aperta in cui i rappresentanti sindacali hanno chiesto all’amministrazione un impegno immediato contro la privatizzazione. Tale impegno avrebbe dovuto essere l’approvazione di una mozione urgente in cui il Comune (che di per sé non ha competenza sul bando di gara) si sarebbe impegnato a fare “pressione” sulla Provincia per fermare l’iter di affidamento ai privati puntando invece sulla gestione in house. LEGGI IL RESOCONTO DELLA SEDUTA.

La mozione, però, dopo un lungo stop e una conferenza capigruppo, non è stata ammessa in votazione perchè la maggioranza non l’ha ritenuta urgente. Una decisione che ha mandato su tutte le furie i lavoratori: fin da subito, in mezzo alle grida e alle frasi di scherno dei presenti, si è intuito che la scelta del Comune di Savona non sarebbe rimasta senza conseguenze. “Domani ci sarà una epidemia di massa”, era la voce che circolava tra i dipendenti Tpl. E così è stato: questa mattina è scattato lo sciopero, non annunciato e proprio per questo ancora più impattante sull’azienda. Quasi tutti i lavoratori si sono fermati, e circa 9 bus su 10 sono rimasti nei depositi (stanno circolando solo gli scuolabus e poche altre linee).

L’azienda, per ora, si è limitata a confermare lo sciopero con una nota stringata: “Tpl avvisa la spettabile clientela che a causa di un’azione di sciopero non proclamata, nella giornata di oggi martedì 13 marzo 2018 i servizi di questa Azienda potrebbero subire riduzione o non essere erogati. Seguiranno comunicazioni successive. Tpl si scusa per i disagi”. Nessuna informazione al momento sulla possibile durata della protesta.

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