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6 passi per superare un debito formativo in matematica

Superare un debito formativo in matematica: dalla teoria alla prassi in pochi e semplici step

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Il debito in matematica è uno degli incubi degli studenti delle scuole superiori, compresi quelli più scrupolosi e diligenti. Non sono infrequenti, infatti, i casi di ragazzi che, a dispetto di un curriculum scolastico di tutto rispetto, trovano proprio nella matematica il loro vulnus principale, fino al punto di vederlo concretizzarsi, a fine anno, in un debito formativo. Sarà per questo motivo che il mercato – perché di questo si deve parlare – delle ripetizioni di matematica rimane uno dei più fervidi e gravidi di richieste?

Ma esiste un metodo sicuro, o quantomeno molto affidabile, per superare in scioltezza un debito in matematica? Se da un lato la risposta non può – e non potrà mai – essere un sì netto e inequivocabile (il fattore umano rimane un discrimine tutt’altro che secondario), dall’altro dobbiamo considerare che la matematica, essendo una scienza esatta, è molto più facilmente inquadrabile entro uno schema operativo predefinito rispetto a materie come lo studio di una lingua straniera o le varie discipline umanistiche.

Detto in altri termini, un minimo di metodo lo si può acquisire, procedendo per gradi e mettendo in pratica, sostanzialmente, una serie di soluzioni di buon senso. Vediamo quali.

  1. Scelta del tutor

Il primo passo consiste nel trovare un insegnante disposto a offrire ripetizioni di matematica con cui sia possibile individuare una certa affinità a livello di pensiero logico. La logica, infatti, è alla base di una materia come la matematica, ma funziona in maniera diversa a seconda della forma mentis del singolo individuo. Per fare un esempio banale, c’è chi è più a proprio agio con ragionamenti astratti e chi ha bisogno di ancorarsi ad esempi concreti per comprendere un discorso logico. L’insegnante prescelto dovrà avere la capacità di individuare queste attitudini, per poi utilizzarle nella maniera più proficua possibile.

  1. Costanza e dedizione

Crudele a dirsi, ma la matematica non ammette scorciatoie: bisogna imparare alcune regole e saper metterle in pratica. Pertanto, non si può prescindere da ore di studio e di esercizi. Per renderle più agevoli, possono essere scaglionate in piccole tranches – anche più di una al giorno – ma non possono mai essere messe tra parentesi. Magari anche 20-30-40 minuti a sessione, ma svolti con cadenza quotidiana.

  1. Programmare

Meglio non improvvisare nulla, specie quando si parla di matematica: in tal senso, un cronoprogramma da rispettare alla lettera ci permetterà di suddividere il lavoro in piccole tappe di avvicinamento, rendendo lo studio più frazionato e dunque meno massiccio e soverchiante, almeno in apparenza. Inoltre, il fatto di avere una serie di scadenze imminenti obbligherà lo studente a impegnarsi per raggiungere degli obiettivi a breve termine, costituiti dal completamento delle singole tappe quotidiane.

  1. L’importanza del ripasso

È sempre bene alternare lo studio al ripasso. Ad esempio, ogni giorno, prima di aprire un argomento nuovo, si potrebbero dedicare alcuni minuti al ripasso di ciò che è stato svolto il giorno prima, svolgendo anche alcuni esercizi di verifica. In questo modo, i concetti studiati appena 24 ore prima si stamperanno nella mente dello studente e non verranno rimpiazzati da nuove informazioni.

  1. Studiare sempre a mente fresca

Dovrebbe essere una regola che vale per tutte le materie, ma per la matematica in maniera speciale. Per ripetizioni e ripassi bisognerebbe ricavare degli spazi dedicati in cui la mente non è stanca, non può essere distolta dall’obiettivo da eventuali distrazioni ed è in grado di concentrarsi esclusivamente sullo studio e lo svolgimento degli esercizi.

  1. Ripasso generale

In prossimità dell’esame per l’estinzione del debito formativo è bene armarsi di pazienza e dedicare un numero più consistente di ore a un ripasso generale, in modo tale da richiamare alla mente tutti gli elementi appresi e renderli immediatamente disponibili alla memoria in caso di esposizione scritta o – soprattutto – orale.

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