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Savona, il “sogno irrealizzabile” di Caprioglio: fuori Santi, Romagnoli e Marozzi, dentro Martino, Olin e Marabotto

Uno scenario impossibile, ma da cui si parte per arrivare a un compromesso che accontenti sindaco e partiti

Savona. Nuovo assessore alla sicurezza Emiliano Martino al posto del partente Paolo Ripamonti. Elda Olin Verney alle Politiche Giovanili per la “silurata” Barbara Marozzi. Pietro Santi e Ileana Romagnoli fuori squadra con le loro deleghe distribuite tra Maurizio Scaramuzza, la stessa Olin e la new entry Alberto Marabotto. Ecco il “fantascenario” che agita i sogni del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio: un progetto che, in questi termini, non ha alcuna possibilità di realizzarsi, ma che guiderà le trattative delle prossime settimane.

Da Palazzo Sisto, naturalmente, nulla trapela, soprattutto dalla stessa Caprioglio che con i giornalisti si cuce la bocca appena si nomina la parola “rimpasto”. Le supposizioni di cui sopra, però, sono la traduzione di alcuni frasi sibilline pronunciate negli ultimi giorni, su tutte il desiderio di una squadra “forte e capace” che “lavori 24 ore al giorno”. Facile unire i puntini e leggere una frecciata nei confronti soprattutto di tre colleghi di giunta, negli scorsi mesi finiti sulla graticola per ragioni diverse: Barbara Marozzi, Ileana Romagnoli e Pietro Santi.

La prima non è più nelle grazie del primo cittadino ormai da tempo, e la cosa è nota. Accusata di aver prodotto poco, ha trovato una sponda in Forza Italia: il suo approdo ai lidi azzurri ha scombinato gli equilibri politici in Comune (creando più di un mal di pancia), ma è servito a blindarla. Romagnoli invece ha già subito una “retrocessione” quando dal Commercio (passato a Maria Zunato) è stata spostata alle Politiche Sociali (ereditate da Cristina Bellingeri): un settore massacrato dai tagli al bilancio e quindi dal peso molto limitato. Pietro Santi, infine, ha sempre avuto scontri con i colleghi di giunta, soprattutto quelli della Lega: diversi i punti di contrasto, ma su tutti svetta la gestione di Ata (prima per la difesa ad oltranza del direttore Pesce, quindi per un atteggiamento ritenuto troppo morbido).

Ecco allora che la squadra “forte, capace e che lavora 24 ore al giorno” sognata da Caprioglio cambierebbe così: Massimo Arecco, Silvano Montaldo, Maurizio Scaramuzza, Paolo Ripamonti, Maria Zunato, Emiliano Martino, Elda Olin Verney e Alberto Marabotto. Un obiettivo però irraggiungibile per tre ragioni. La prima è che significherebbe l’azzeramento totale di Vince Savona: i tre assessori che verrebbero “silurati” appartengono proprio alla coalizione che unisce Forza Italia, Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra, mentre nessuno dei subentranti ne fa parte (anzi, mentre Olin è stata eletta in “Caprioglio sindaco” Martino e Marabotto erano in lista proprio con Vince Savona ma ne sono fuoriusciti negli scorsi mesi). La seconda ragione è, semplicemente, che Ripamonti non potrà essere “assessenatore” per sempre. Senza contare, infine, che il progetto non sarebbe comunque attuabile tecnicamente (almeno in questi termini) per via del mancato rispetto delle quote rosa.

Ecco allora che nel risiko delle trattative si punterà a portare a casa almeno alcuni di questi obiettivi. Tra i tre assessori sotto accusa, alla fine ne dovrebbe saltare uno solo: la maggiore indiziata è Marozzi, quella che da più tempo è sulla graticola e che resiste solo grazie alla blindatura di Toti. Se Caprioglio dovesse convincere il governatore a ritirare il suo appoggio, non ci sarebbero più ostacoli alla sostituzione con Elda Olin Verney (già oggi di fatto “assessore aggiunto” in certi contesti e in alcune iniziative). Santi e Romagnoli dovrebbero quindi resistere in sella, ma su di loro si punterebbe a rivedere le deleghe: l’obiettivo è togliere a Santi quella relativa ad Ata, affidandola a Scaramuzza (storicamente più “battagliero” del collega), ed alleggerire Romagnoli trasferendo qualche competenza proprio a Olin (ad esempio quella sui rapporti con il mondo del volontariato). A Scaramuzza, tra l’altro, potrebbe passare anche una delega attualmente in mano al sindaco, quella al Turismo (tema di cui già ora a volte si occupa nell’ambito delle manifestazioni sportive).

Ripamonti da Roma continuerà almeno per un po’ a seguire l’assessorato, ma prima o poi andrà sostituito: al momento l’ipotesi più concreta qui è quella di passare la competenza sulla sicurezza a Emiliano Martino ma non nelle vesti di assessore, bensì in quelle di consigliere delegato; per le altre si ragiona o su un “foresto” come lo spotornese Franco Bonasera o (e questa è l’ipotesi che ha preso più quota nelle ultime ore) un tecnico che, pur essendo in orbita Lega, non sia noto per la propria attività politica. Il nome per ora non trapela, ma l’identikit rimanda a un professionista del ponente.

La nuova giunta, riassumendo, potrebbe cambiare così: Elda Olin Verney al posto di Barbara Marozzi con in più una delega di Romagnoli, Ata e Turismo trasferiti a Scaramuzza, la Sicurezza al consigliere Martino e le altre deleghe del senatore Ripamonti a un tecnico. Un compromesso per riuscire a incrementare l’operatività dell’ente salvaguardando gli equilibri politici. Sempre che i diretti interessati accettino: Santi, ad esempio, se dovesse perdere la delega su Ata si è detto pronto a mollare tutto e fare le valigie. Una minaccia, quella di dimissioni, che ciclicamente ritorna e che finora, grazie al suo enorme bagaglio di voti, ha protetto Santi da ogni attacco: resisterà anche questa volta?

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