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Savona, i lavoratori di Tpl “invadono” il consiglio comunale ma la loro richiesta viene respinta fotogallery

Non va in votazione la mozione urgente per chiedere alla provincia lo stop alla privatizzazione. Striscioni durissimi contro Montaldo: "Hai fallito, dimettiti"

Agg. ore 19.13: In conferenza capigruppo la maggioranza ha deciso di non ritenere urgente la mozione. Il presidente del consiglio Renato Giusto ha annunciato l’impegno del consiglio comunale a riformulare nei prossimi giorni la mozione “in maniera più accettabile”. La decisione è stata accolta da proteste e frasi di scherno da parte dei lavoratori presenti in sala, e non è escluso che questa decisione abbia immediate ripercussioni sull’operatività degli autobus già da domani (almeno stando alle intenzioni dichiarate da diversi dei presenti).

Agg. ore 18.45: Nel corso della seduta aperta i rappresentanti sindacali hanno chiesto all’amministrazione di approvare una mozione urgente (presentata dai consiglieri di minoranza ad esclusione di quelli del Pd) che impegni il Comune a proporre alla Provincia lo stop alla gara, l’estensione del contratto di servizio a Tpl e l’attivazione delle procedure per l’affidamento in house del servizio al termine della proroga. Una decisione che formalmente non spetta al Comune di Savona, ma che l’amministrazione può tentare di “forzare” presso la Provincia in virtù del fatto che, con il 28%, è il secondo azionista della partecipata dopo l’ente provinciale (che ne detiene il 34%). D’altro canto, hanno replicato Caprioglio e Montaldo, il trasporto pubblico necessita di investimenti urgenti per 14 milioni di euro che, in buona parte, ricadrebbero sulle disastrate casse del Comune capoluogo.

Savona. “Assessore ai trasporti, hai fallito. Dimettiti”. “Il trasporto pubblico va vivere la città, non uccidetelo”. Due striscioni eloquenti, trancianti, senza possibilità di replica. Sono quelli esposti oggi pomeriggio dai lavoratori di Tpl nel corso del consiglio comunale di Savona in cui, tra i punti all’ordine del giorno, c’era anche l’approvazione dello schema di accordo di programma per la determinazione dei livelli di quantità e standard di qualità dei servizi di trasporto pubblico locale nell’ambito della provincia di Savona per gli anni 2018/27.

Le proteste in sala consiglio

Una protesta che parte da lontano, ossia dalla decisione della Provincia di indire una gara per individuare un soggetto privato pronto a subentrare alle istituzioni nella gestione del trasporto pubblico. Una scelta duramente contestata, fin da subito, dai sindacati, anche perché contrastante con quelle delle altre provincie liguri (che hanno optato per la gestione in house o, nel caso di Genova, hanno sì indetto una gara ma manifestando l’intenzione di fare il possibile per mantenere il servizio pubblico).

E così oggi, all’inizio del consiglio comunale, i lavoratori si sono presentati in massa nell’area riservata al pubblico, “armati” di striscioni di protesta contro l’assessore ritenuto il principale colpevole della possibile privatizzazione, ossia Silvano Montaldo. Oltre ai due già citati, un terzo lenzuolo per proporre una soluzione alternativa: “Compriamo noi le azioni, fate spazio ai lavoratori”.

Il loro arrivo ha dapprima colto di sorpresa il presidente del consiglio comunale, Renato Giusto, che è arrivato a minacciare di sgombrare l’aula in caso di schiamazzi o proteste eccessive; quindi si è arrivati ad un accordo, con Giusto che ha annunciato, in via eccezionale, una sospensione del consiglio per far conferire una delegazione di lavoratori con i capigruppo.

I lavoratori di Tpl

Ciononostante, le proteste sono ciclicamente ricomparse durante il consiglio, con i lavoratori che hanno più volte interrotto Montaldo nei suoi interventi. Durante la discussione del punto numero 4 ad esempio, quello sul bilancio, hanno iniziato in gruppo a picchiare i piedi a terra, belare e gridare resistendo a ogni “reprimenda” di Giusto, ed impedendo di fatto per diversi minuti lo svolgimento regolare del consiglio. Al termine della discussione sul bilancio Giusto ha finalmente accordato una sospensione, trasformando il consiglio comunale in una seduta aperta in cui i rappresentanti dei lavoratori hanno potuto interloquire con l’amministrazione.

La diretta del consiglio comunale

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