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Papà arrestato per violenza sessuale: le figlie confermano le accuse

Le ragazzine sono state ascoltate con un'audizione protetta in incidente probatorio

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Savona. Nel gennaio scorso un quarantaseienne residente in provincia di Savona era stato arrestato con la gravissima accusa di violenza sessuale aggravata verso le due figlie, entrambe adolescenti. Questa mattina, per quella vicenda, si è svolto l’incidente probatorio durante il quale sono state ascoltate proprio le due sorelle, che hanno circa 15 e 16 anni.

Le due minori sono state ascoltate in Questura, ovviamente con un’audizione protetta che è stata seguita dal pm Giovanni Battista Ferro, dal gip Fiorenza Giorgi, dai difensori dell’uomo e da quelli che assistono le ragazzine. Secondo quanto trapelato, nel corso dell’audizione le presunte vittime avrebbero sostanzialmente confermato le accuse verso il papà che, secondo gli inquirenti, avrebbe compiuto atti di libidine verso le figlie palpeggiandole ed accarezzandole nelle parti intime quando si trovava solo in casa con loro.

Sempre questa mattina, il giudice Giorgi ha anche conferito l’incarico ad uno specialista affinché effettui una perizia sulla capacità a testimoniare delle due sorelle.

Ad arrestare il quarantaseienne, che al momento è ancora in carcere a Genova Pontedecimo, erano stati i poliziotti della squadra mobile di Savona in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere firmata proprio dal gip Fiorenza Giorgi.

La storia di abusi era emersa nel novembre scorso quando le due ragazzine avevano trovato il coraggio di confidarsi con un’insegnante della loro scuola che aveva allertato la polizia. A quel punto erano scattate le indagini che, attraverso audizioni protette delle due sorelle e altri accertamenti investigativi, avevano portato a delineare il quadro accusatorio.

Proprio durante l’indagine, tra l’altro, era venuto fuori anche un filone investigativo relativo ad un’ipotesi di maltrattamenti in famiglia che, oltre ad essere contestati al papà, vengono contestati anche alla mamma delle due ragazzine (entrambi i genitori sono indagati a piede libero per questo reato).

L’ipotesi degli inquirenti è che i genitori eccedessero nei mezzi coercitivi quando dovevano riprendere o sgridare le figlie. Un comportamento che avrebbe generato paura nelle due adolescenti che, infatti, in un primo momento non avevano trovato il coraggio di denunciare gli abusi.

Sempre attraverso le audizioni protette, gli inquirenti avrebbero anche scoperto che, una volta saputo dell’indagine nei confronti del marito, la mamma avrebbe anche tentato di convincere le figlie a ritrattare la loro denuncia, minacciandole. Le due sorelle al momento continuano ad essere affidate ad una comunità per minori.

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