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Oggi al NuovoFilmStudio di Savona: tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three billboards outside Ebbing, Missouri)

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three billboards outside Ebbing, Missouri)
di Martin McDonagh, con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell – USA/Gran Bretagna 2017, 115′

mer 14 marzo (18.00)

4 Golden Globe 2018: miglior film drammatico, miglior attrice in un film drammatico (Frances McDormand), miglior attore non protagonista (Sam Rockwell), miglior sceneggiatura.

Ebbing, Missouri. Mildred Hayes, esasperata dal fatto che dopo sette mesi di ricerche non sia ancora stato catturato l’assassino di sua figlia, decide di affiggere tre cartelloni per sollecitare le autorità locali ad andare avanti con le indagini, soprattutto lo stimato capo della polizia locale Bill Willoughby. Il suo gesto scatenerà il disappunto non solo del corpo di polizia, ma anche di molti suoi concittadini, rivelando il meglio e il peggio della comunità…

“Tre manifesti a Ebbing, Missouri” scritto e diretto dall’autore di “In Bruges” e “7 psicopatici”, Martin McDonagh, è un incalzante dramma con cadenze da commedia, servito alla perfezione da un cast impeccabile. Il dolore per la perdita di una figlia, il morso logorante dei sensi di colpa, il sentimento di frustrazione per una giustizia che non sembra appartenere a questo mondo: quando ci si accosta a temi del genere, pare inevitabile che il tono da assumere sia quello più serio. Chi conosce McDonagh, però, sa bene come il registro a lui più congeniale sia quello della black comedy declinata in chiave thriller. Lo sguardo del regista londinese, pur restando quasi sempre puntato sui protagonisti, interpretati magnificamente da Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell, si allarga a un ampio numero di comprimari, tutti ben caratterizzati. Ma la componente fondamentale della storia, che in realtà fa parte dei personaggi stessi, è Ebbing: lo specchio di una certa provincia americana, e forse dell’America stessa, con la sua pretesa di innocenza e i suoi pregiudizi semi-inestirpabili, la sua ansia di ordine e di giustizia e, di contro, la sua violenza repressa.

“Tre manifesti a Ebbing, Missouri” riesce nell’impresa di unire in maniera fluidissima e al contempo traboccante di umorismo, tali dicotomie. E con un approccio tanto libero e coraggioso, perfino un soggetto del genere evita le trappole della retorica, ribaltando continuamente le prospettive e le posizioni morali dei suoi personaggi, tutti straordinari perché lontani dai cliché, dal dualismo buoni e cattivi, unicamente umani.

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