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Nessun aumento per i cairesi con il primo bilancio Lambertini, ma non mancano le critiche dell’opposizione

Pennino: "Perchè non ammettere che il lavoro di questa amministrazione è stato facile grazie ai conti lasciati in ordine?"

Cairo Montenotte. Nessun aumento in vista per i cairesi nel 2018. Ieri l’amministrazione Lambertini ha approvato il suo primo bilancio e non è mancato il disappunto della minoranza.

Il gruppo Cairo Democratica, guidato da Matteo Pennino, commenta così: “Francamente, dopo tutte le promesse elettorali e dopo tutti i proclami ci attendevamo un bilancio davvero di cambiamento, per certi versi esplosivo. Invece gli unici colpi uditi a Cairo sono le bottiglie che hanno aperto per festeggiare il loro insediamento. Per il resto, il nulla. Le imposte non hanno subito aumenti. Certamente non per scelta loro. Infatti la legge di stabilità 2016 (Governo Renzi) e 2017 (Governo Gentiloni) bloccavano normativamente gli aumenti dei tributi e delle addizionali. Era, invece, nelle loro possibilità diminuirle o rimodularle. A tal proposito citiamo quanto affermato dall’attuale assessore ai Servizi sociali Maurizio Briano nella delibera di approvazione del bilancio dell’anno scorso: “la conferma delle aliquote IMU è una scelta non condivisibile, perché la salute del bilancio comunale avrebbe comunque permesso una riduzione delle aliquote applicate , il cui attuale importo raggiunge quasi il massimo del consentito di legge. Un ripensamento, tra l’altro già sollecitato al suo gruppo nel corso degli anni pregressi, sarebbe stato un intervento significativo per il territorio in sofferenza economica, sia per i nuclei familiari, che per le attività produttive vessate da un sistema di tassazione fiscale complessivo che incide notevolmente già sulla precaria situazione socio-economica della Provincia di Savona. Un intervento forte del comparto commerciale ed artigianale, tenuto conto dei tanti capannoni sostanzialmente improduttivi presenti sul territorio sarebbe stato recepito come un segnale di attenzione in favore del rilancio e della ripresa”.

E proseguono i consiglieri di opposizione: “Nell’analisi della spesa corrente vengono confermate le consulenze legali generiche. Come abbiamo già avuto modo di dire non siamo contro alle consulenze in generale. E’ necessario rivolgersi ad esperti quando si affrontano situazioni specifiche, anche se all’interno tra il personale comunale ci sono persone molto preparate, ma consulenze generiche di questo tipo, più che colmare lacune dell’impianto amministrativo forse servono a colmare le lacune amministrative degli amministratori stessi. La spesa del personale cresce in maniera sensibile, marginalmente per l’adeguamento contrattuale, ma la spesa cresce nonostante ci siano stati pensionamenti che hanno ridotto l’organico. Immediatamente hanno compensato con un taglio dei servizi (vedi pesante riduzione dell’orario dell’ufficio anagrafe in discussione oggi al punto 19). Quindi l’equazione è: maggiore spesa del personale, minore unità in organico, minori servizi. Complimenti. Questo si che c’è un cambiamento, ma in peggio. Aumentano le spese di rappresentanza, che sia una amministrazione festaiola dovrebbero riconoscerlo, aumentano le spese per consulenze professionali e specifiche per 50 mila euro mentre quasi dello stesso importo diminuisce il contratto per la mensa scolastica da 255 mila a 200 mila, forse per l’effetto del “panino da casa”. Ci permettiamo, se ci è consentito, anche una nota metodologica. Come riferitoci in commissione con la prossima approvazione del bilancio consuntivo saranno disponibili e spendibili a partire da maggio risorse per oltre 900 mila conseguenti all’accantonamento del contenzioso Ferrania, contenzioso, ricordo, nato perché quando siamo entrati in amministrazione nel 2007 su quel sito era prevista una centrale a carbone di grande taglia. Li invitiamo pertanto ad evitare di continuare a gettare fumo negli occhi riguardo alla non certezza del conclusione del contenzioso o sulla necessità di dover acquistare ipotetiche palazzine. Basta per favore! Con l’approvazione del loro bilancio e con lo stanziamento delle risorse, deve finire anche lo stucchevole giochino di dare sempre la colpa a chi era in amministrazione prima, anche perché a forza di guardare nello specchietto retrovisore si rischia di andare a sbattere, e peggio, con loro anche i cairesi. Inoltre anche con queste risorse possono guardare al futuro ipotizzando anche grandi opere, come previsto nel Documento unico di programmazione quali la riqualificazione di piazza della Vittoria e il recupero della chiesa ex san Sebastiano. Per una volta ammettere che il bilancio ereditato è sano sarebbe onesto da parte loro”.

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