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Lettere al direttore

“La notte dei giudei” ad Arnasco: lo sfogo di una residente: “Una goliardata diventata vandalismo”

La cittadina racconta cosa le è capitato durante il tradizionale "scherzo" del giovedì santo per essersi dimenticata di lasciare un "obolo" ai giovani del paese

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Ad Arnasco e dintorni c’è una tradizione, “la notte dei giudei”, che cade il giovedì prima di Pasqua. Gruppi di giovani si aggirano di notte tra le case. Se non trovano un obolo (preferibilmente qualcosa di alcolico o dei dolci), portano via quello che trovano. Quest’anno, purtroppo, ce ne siamo dimenticati.

La mattina seguente mancavano: un tavolo e 4 sedie in legno, due portavasi in ferro battuto, diversi vasi grossi di terracotta, con piante parecchio sviluppate o addirittura rampicanti, una ventina tra vasi da terra e vaschette pensili, un grosso zerbino in cocco e non so cos’altro ancora. Sempre per tradizione, tutto quello che viene sottratto – ai colpevoli di non avere lasciato l’obolo – viene ammucchiato davanti alla chiesa.

Abbiamo dovuto fare due viaggi con il nostro furgone per recuperare il tutto, spaccandoci la schiena e sprecando ore a rimettere ogni cosa al suo posto. Una delle sedie, assieme a una piccola bicicletta non nostra, era sul tetto della farmacia accanto alla chiesa, raggiungibile, per fortuna, con una normale scala pieghevole.

Davanti all’ingresso della chiesa c’era di tutto, compresa una rete da letto singolo, messa di traverso a impedirne l’ingresso, un paio di scarpe nere col tacco a spillo, oltre a pattume di ogni tipo: vuoti di bottiglie, lattine, confezioni di cioccolatini e biscotti, cartacce, sottovasi rotti, parti di piante danneggiate. E poi: panchine in ferro, ante di persiane, lampadine, un passeggino, un cancello, bidoni della spazzatura e altri oggetti sottratti a chi non ha “pagato”.

Capita, poi, che all’appello manchi qualcosa o che una parte della refurtiva recuperata risulti danneggiata. Se non avessimo avuto il furgone e se non fossimo lavoratori autonomi, come avremmo fatto? Ora, capisco lo scherzo goliardico, capisco che ci vogliano punire per non avere messo fuori la bottiglia d’ordinanza. Ma, vista l’entità della refurtiva sottratta a una singola abitazione (la nostra), questo lo chiamo vandalismo.
Scusate lo sfogo.

Una residente di Arnasco

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