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Carige, l’Ad Fiorentino: “Berneschi ha fatto errori ma anche cose straordinarie”

"Era un banchiere, qualcuno l'ha definito un papa, che è l'unico potere assoluto che è rimasto"

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Regione. “Berneschi era un banchiere, qualcuno l’ha definito un papa, che è l’unico potere assoluto che è rimasto. Magari aveva troppo accentrato e quindi, se ha fatto cose straordinarie, ha fatto anche, evidentemente, degli errori che poi la banca si è trascinata soprattutto in termini di concentrazione di rischio”. Così l’amministratore delegato di Banca Carige, Paolo Fiorentino, a margine della presentazione del sistema di fidi “Per la Liguria” ha ricordato l’opera della passata amministrazione dell’istituto di credito.

paolo fiorentino carige

“Un presidente anomalo che sovrastava tutti i dirigenti”, si leggeva in altri termini, su Giovanni Berneschi, alla guida di banca Carige per oltre vent’anni, nelle motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Genova lo ha condannato a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio. Per il tribunale di Genova Berneschi è stato il capo di un’associazione a delinquere che ha impoverito le casse di Carige, portandola sull’orlo del tracollo. Ma l’ad Fiorentino ne sottolinea anche le capacità.

“Noi vorremmo avere la stessa capacità che aveva all’epoca l’amministrazione nell’ascoltare il territorio – ha spiegato – ma essere più coerenti sui segmenti di riferimento, da un lato, e anche un po’ più normali nella gestione dei processi, in particolare quelli decisionali”. Per Fiorentino, quindi, è importante che la banca torni a fare credito, ad avere un’attitudine positiva.

“Deve passare il messaggio che noi siamo una banca, e di questo c’eravamo un po’ dimenticati – ha spiegato – ma dico anche che, nel passato, siamo stati una grande banca e, ogni anno, abbiamo 1,3 miliardi di crediti buoni che scadono, che sono una cifra enorme rispetto ai volumi attuali. Questo dà l’idea di come nel nostro dna ci sia stata una propensione importante a sostenere le imprese in maniera qualitativamente alta. Adesso riprendiamo a fare banca, diamo fiducia al territorio, ma anche ai nostri colleghi che si stanno prendendo la responsabilità su quello che decidono e ne stanno facendo molto bene”.

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