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Caos Tari ad Albenga, Ciangherotti e Perrone non mollano: “Errore evidente, giunta Cangiano incapace”

"Il parere pro veritate andava richiesto prima e non dopo aver avviati gli accertamenti: il Prefetto deve commissariare il Comune"

Albenga. “Credo che il parere pro veritate pervenuto nella giornata di ieri in Comune ad Albenga metta nero su bianco tutte le nostre perplessità che avevamo presentato in consiglio comunale. L’amministrazione ha sbagliato, e quindi il Comune va commissariato”. Prosegue la “crociata” dei consiglieri di minoranza di Forza Italia, Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, dopo quello che è stato ribattezzato “caos Tari” in seguito al responso del parere pro-veritate sull’accertamento massivo Tari ad Albenga, firmato dallo studio professionale Maurizio Delfino di Milano.

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Un responso che avvalora la tesi secondo cui il criterio da utilizzare in caso di omessa o infedele dichiarazione della Tari era il cumulo giuridico, anziché quello materiale come deciso dagli uffici: questo, è l’accusa dei due consiglieri, avrebbe condotto ad un calcolo errato che in pochi mesi ha portato ad accertare contro un migliaio di partite Iva quasi 5 milioni e mezzo di euro di Tari non versata negli ultimi 5 anni.

Una tesi contro cui ieri si è scagliato l’assessore al Bilancio, Paolo Allaria: “La smania di apparire, come al solito, li ha portati a fornire informazioni distorte ai cittadini – ha tuonato – Quello che sembra emergere è che, se si considera il cumulo materiale, criterio del resto da sempre applicato dal Comune di Albenga e non singolarmente da questo o quel partito, sia corretto per quanto riguarda l’omesso versamento. Mentre per quanto riguarda l’omessa o infedele dichiarazione si stabilisce che si possa utilizzare il cumulo giuridico. Ma un’omessa o infedele dichiarazione porta per forza anche ad un omesso versamento, e in tal caso si dovrebbero applicare entrambe le sanzioni, col rischio di un aggravio ulteriore per i cittadini”.

Una visione che non convince Ciangherotti, tanto che questa mattina è tornato alla carica con una conferenza stampa in cui, carte alla mano, è tornato a chiedere il “commissariamento del Comune”. “Il parere pro veritate è stato richiesto, lo dice la prima pagina della relazione, in seguito ai quesiti che abbiamo posto nella nostra mozione a metà novembre, quando iniziavano ad essere troppi i ricorsi da parte dei contribuenti contro il sistema di calcolo. Credo che questo studio indichi prima di tutto un dato politico: il Partito Democratico di Albenga ha sbagliato metodo perchè avrebbe dovuto richiederlo prima di iniziare l’accertamento, e non dopo quando eravamo già arrivati a 5,5 milioni di euro accertati. Credo che questo aspetto vada considerato, perchè non è possibile oggigiorno applicare dei criteri di calcolo delle tasse che siano così a danno dei contribuenti”.

“Il cumulo giuridico anziché quello materiale è uno strumento che il legislatore ha voluto perché fosse data la possibilità a chi non era in regola di pagare senza essere strozzato – spiega il consigliere – e invece oggi assistiamo a tante partite iva che sono state strangolate. Alcune hanno deciso di pagare comunque perchè aderendo avevano diritto ad una scontistica, e quindi oggi non possono più richiedere i soldi indietro; altre invece hanno fatto ricorso alla sezione tributaria e attendono l’esito”.

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“Io credo che questa procedura sia stata sbagliata sin dall’inizio – ribadisce Ciangherotti – e per questa ragione parliamo di commissariamento: chiediamo che in qualche modo il Prefetto imponga al sindaco e all’amministrazione Pd di non fare più alcuna scelta politica straordinaria che impegni le voci di bilancio, perchè questa amministrazione ha dimostrato di essere incapace di portare a termine una pratica così delicata come un accertamento”.

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