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Astensione dei legali: niente udienze penali in tribunale a Savona

I legali protestano con la mancata riforma dell'ordinamento penitenziario: lo sciopero è stato indetto dall'Unione delle Camere Penali

Savona. Sono iniziati oggi i due giorni di sciopero proclamati dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali (UCPI) per protestare contro la mancata riforma dell’ordinamento penitenziario. Proprio a causa dell’astensione dei penalisti dalle udienze oggi sono state rinviati quasi tutti i processi che erano in programma nel tribunale di Savona.

Gli avvocati incroceranno le braccia anche domani per protestare appunto contro la mancata attuazione da parte del Governo dei decreti attuativi della delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario, ultimo tassello della riforma Orlando (Legge n. 103/2017) che ancora manca all’appello.

“La riforma dell’ordinamento penitenziario è stata infatti oggetto di tre decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri in via preliminare lo scorso 22 febbraio; decreti che, dovendo passare nuovamente dalle Camere per il parere di competenza, potranno avere il via libera definitivo solo dopo che si saranno insediati il nuovo Parlamento ed il nuovo Esecutivo” spiegano dalla Giunta dell’Ucpi.

“Nonostante le reiterate rassicurazioni del Ministro della Giustizia Orlando e del Presidente del Consiglio Gentiloni circa la volontà politica e la sussistenza dei tempi tecnici e delle condizioni per approvare in tempo la riforma entro la fine della legislatura il ministro della Giustizia Orlando ed al Presidente del Consiglio Gentiloni “hanno dimostrato la propria debolezza, facendo di fatto prevalere i propri timori in tema di consenso elettorale, rispetto alla concreta realizzazione delle condivise scelte valoriali che avevano determinato l’approvazione della delega da parte del Parlamento e la susseguente convocazione degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale e la istituzione dei Tavoli per la elaborazione dei decreti attuativi, con il contributo di oltre 200 giuristi” precisano dall’Unione delle Camere Penali.

L’attuale situazione delle carceri precisano dall’Ucpi “dovrebbe indurre ad una tempestiva inversione di rotta, in quanto il sovraffollamento continua ad aumentare e le condizioni di vivibilità a diminuire, se non a precipitare del tutto in alcuni istituti, rendendo di fatto impossibile ogni forma di trattamento e di effettiva tutela della dignità del detenuto”.

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