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Asset, le richieste dei sindacati: “Nessun trasferimento fino a fine produzione”

Interlocutorio incontro tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori ed i vertici della Asset di Altare

Altare. E’ stato interlocutorio e non ha portato alla definizione di alcun accordo particolare l’incontro tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori ed i vertici della Asset di Altare tenutosi questo pomeriggio.

Al centro la ben nota intenzione dell’azienda di trasferire il sito produttivo dalla Valbormida alla provincia di Varese. Andrea Mandraccia di Fiom-Cgil spiega: “L’azienda non ha intenzione di fare alcun passo indietro circa la delocalizzazione. Dal canto nostro, abbiamo ribadito le difficoltà dei lavoratori a trasferirsi nonché le prossime opportunità date dall’area di crisi industriale complessa. Il gruppo Brita ha ribadito che si tratta di una scelta industriale, anche se non ne capiamo la logica”.

“In questo momento non è stato fatto ancora alcun passaggio con il ministero per lo sviluppo economico né con Asset Italia, ai quali va comunicato il trasferimento dell’azienda e la dismissione del sito produttivo, che dovrà essere reindustrializzato. Viste anche le opportunità date dall’area di crisi complessa, si può pensare di intercettare qualche realtà interessata ad insediarsi qui. Questa è la priorità. Il rischio è che ci siano 40 lavoratori a spasso”.

In attesa di capire se e quando qualche altra realtà si insedierà al posto di Asset, i sindacati hanno chiesto “il mantenimento dell’attuale produzione ad Altare fino al suo esaurimento. Come noto, dal primo gennaio la produzione si trasferirà in provincia di Varese. Noi abbiamo chiesto che gli attuali carichi si esauriscano in Valbormida e quindi che i lavoratori escano dall’azienda gradualmente, mano a mano che le commesse terminano. L’azienda, dal canto suo, ci ha chiesto rassicurazioni circa il fatto che i dipendenti restino in organico fino al termine della produzione. E’ una possibilità su cui possiamo ragionare, ma abbiamo chiesto che l’azienda predisponga incentivi all’esodo per chi rimane”.

“Finora, però, abbiamo ricevuto solo una proposta di miglior favore per chi intende trasferirsi, visto che l’azienda vuole mantenere l’attuale organico. Domani ne parleremo con i lavoratori, che si riuniranno in assemblea. Riteniamo che si tratti di un’offerta troppo bassa e che sposta il problema sul trasferimento, cosa che ci pare i lavoratori non siano interessati a fare. L’azienda dovrà formulare una nuova proposta”.

Nel frattempo, i sindacati continuano a fare pressing sulla Regione “affinché venga convocato un tavolo al ministero. Finora non abbiamo avuto alcun riscontro alle richieste formulate dagli assessori Edoardo Rixi e Gianni Berrino. L’area di crisi complessa offre molte opportunità”.

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