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Lettere al direttore

Alessandro Perico: prima operaio comunista, poi gioielliere e infine artista foto

A raccontare la sua storia è l'amico Bruno Spagnoletti

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Tenterò di fare un particolare ritratto di uno dei miei amici di vecchia data; e non tanto per celebrarne l’affetto inusuale, quanto per metterne a fuoco i tratti umani, solidaristici, artistici che guardano sempre al futuro. Scriverò di Alessandro Perico (nella foto a destra, a sinistra c’è l’autore di questo testo Bruno Spagnoletti), operaio pegliese comunista, gioielliere storico di via Balbi, punto di riferimento del quartiere multiculturale di Balbi – Prè – Commenda – Porto, (insomma i Quartieri della Città Vecchia di Genova che Faber canta cosi “nei quartieri dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi”); imprenditore di se stesso e ristoratore di “nicchia”. E, infine, quando stanco e retired dal lavoro, diventa ceramista per hobby e passione, dopo essersi trasferito ad Albisola Superiore per imparare l’arte di lavorare la pasta terrosa e creare pezzi di Ceramica e viene ricevuto da Papa Francesco in Vaticano.

Alessandro, classe di ferro 1949, è stato assunto dalle FF.SS nel 1971 con la qualifica speciale e delicatissima di “orologiere”, allorquando tutto il sistema complesso e integrato ferroviario, dipendeva dallo strumento antico dell’orologio; in quei tempi, l’importanza dell’ora esatta nella circolazione ferroviaria dei treni aveva un ruolo strategico, garantendo la sicurezza ed il rispetto nella marcia.

Nel 1997, Sandro usufruisce della cosiddetta “baby pensione” e s’inventa imprenditore di orologi e poi di gioielleria, aprendo un Magazzino all’ingrosso in Piazza Soziglia.
Inizia cosi la sua avventura nel comparto e presto apre la storica Gioielleria Perico, all’inizio di via Balbi al numero 163 (lato Principe). La Gioielleria – a costi contenuti – presto diventa punto di riferimento dei ferrovieri di Genova e oltre, della Cgil (con la sede a 100 metri in via vico Tana 1) e delle famiglie e, soprattutto, degli immigrati che, negli anni ’80, iniziavano il flusso migratorio verso la Superba e il suo Centro Storico.
Alessandro – utilizzando anche le sue tante amicizie e le relazioni consolidate con noi uomini e donne della Cgil genovese e ligure – diventa, con la sua gioielleria, una sorta di “primo CAF” sulle problematiche dei diritti, della casa e del lavoro per le prime migrazioni e, in particolare, per i Cinesi, albanesi, equadoregni, indiani e africani (Nigeria e Senegal).

Sandro ha un’empatia e disponibilità particolari e, pur da laico, collabora con le varie Parrocchie che si occupano degli “ultimi”: la Chiesa Parrocchiale di via Prè (Chiesa di San Siro) guidata da Padre Rinaldo, anche per le opere di ristrutturazione della Cappella dove si recava a pregare la Regina e venne battezzato Giuseppe Mazzini e la Chiesa di San Carlo di via Balbi, accanto al Palazzo Reale, con la sua splendida opera della Madonna della Fortuna, seicentesca statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino, conosciuta popolarmente come Madonna della Fortuna e assai venerata dai Genovesi, proveniente dalla scomparsa chiesa di San Vittore. Ma il rapporto del gioielliere Sandro con la comunità multietnica e multiculturale del quartiere largo di Prè, della Darsena vecchia e del porto commerciale, è legato a una vicenda dolorosissima, che ha segnato l’esistenza di Perico e della sua famiglia, come la morte della giovane moglie per il brutto male del Secolo.

Ricoverata al San Martino, la moglie stava sempre più male, rifiutava il cibo e sembrava accettasse solo la “Cadea”, che è il muscolo di diaframma di manzo o vitella, un particolare taglio di carne ricco di ferro e con un ottimo sapore, che Sandro andava a comprare dalla macelleria “da Franco” e si faceva cucinare (come estratto di carne da portare alla moglie) nella storica osteria di Faber “da Wilma” di via Prè. L’operaio comunista, diventato il gioielliere del popolo, ricorda commosso, ancora oggi, l’immensa umanità e la straordinaria solidarietà degli “ultimi” di via Prè: nessuno ha voluto mai una lira, né il macellaio Franco, né l’oste Wilma, né il Barbone che – comandato da Wilma – portava la Cadea nel negozio di Sandro, prima che si recasse a trovare la moglie morente all’ospedale.

Chiuse e cedute le attività imprenditoriali dopo il 2010, Sandro gira il mondo e conosce persone sempre nuove, con le quali stabilisce positivi contatti umani e resta in relazione.
Nel 2014 la svolta di vita vera e propria: va via da Genova, acquista casa e si trasferisce ad Albisola Superiore, dove andava al mare da ragazzino. Conosce – per una pura fortuita coincidenza – il proprietario dell’Hernan Ceramiche Ernesto Canepa, diventano amici e Sandro inizia a innamorarsi di quella terra che, quasi per gioco, diventa ceramica e opera d’arte; il maestro Canepa, comprende le aspettative e la fase di seduzione di un uomo maturo (65 anni) e gli offre un angolino utile a “paciugare” con la terra, provare a fare e divertirsi. Nel giro di quattro anni, Sandro Perico, da apprendista per diletto, gioco e hobby, è diventato un ceramista a tutto tondo ed ha esposto a Pegli (una Personale) e a Savona con Hernan e altri artisti albisolesi.

Nel 2016, assieme ad altri 15 artisti delle albissole, ha allestito le decorazioni dei negozi di Piazza Truogoli di Santa Brigida, su richiesta del Comune di Genova;
Sandro, inoltre, il 20 settembre scorso, assieme ad altri cinque artisti ceramisti di Albisola (https://www.facebook.com/artpaolo” Paolo Pastorino, Alba Dabove, Dolores De Giorgi e Vittorio Scapin) espone le sue opere presso il Grand hotel Savoia di Genova Principe in occasione del Salone Nautico; la mostra dei cinque artisti di Albisola ottiene un ottimo successo di pubblico e vede la partecipazione anche di Nicoletta Negro, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura di Albissola Marina. Ma è nel dicembre del 2017 che avviene un evento non previsto e prevedibile; nel Concorso di Ceramica d’arte contemporanea sulla Natività, svoltosi nella Sede degli Alpini di Albisola, la ceramica “dedicata” di Sandro Perico, vince il Concorso che vede la partecipazione di 50 artisti provenienti anche da altre Città e viene premiata come miglior opera sulla Natività da una qualificata Giuria di esperti; l’opera viene donata al Santo Padre Francesco, il 28 febbraio, nell’incontro, tra Papa Francesco e la Delegazione albisolese, che ha visto la partecipazione dell’operaio orologiaio diventato artista, della sua famiglia e del dott. Luca Ottonello, Assessore Turismo e Commercio di Albisola Superiore.

Eppure Sandro Perico non si accontenta e vuole mettere a disposizione delle Albisole la sua voglia di vivere, di creare, di entrare in sintonia con la gente, di vivacizzare l’ambiente economico, imprenditoriale, sociale e culturale della Città; mettendo a disposizione della Regia pubblica tempo, risorse, lavoro, empatia, progettualità e idee di crescita della cultura della terra e della ceramica. Il suo ragionamento è assai semplice, quasi apodittico: non si può vivere contando solo sugli allori di un passato che non tornerà più e su artisti di grande prestigio, ormai andati; ma bisogna promuovere il futuro di Albisola, implementando le occasioni di sviluppo dell’arte della ceramica, promuovendo nuovi giovani talenti e artisti, riposizionando la Città sulla Ceramica e sulle sue prospettive di crescita sostenibile.

Perché ad esempio, non importare da Genova (Mercatino di via Balbi) l’idea del “Mercato con i colori del mare”; un evento che potrebbe diventare a cadenza settimanale e mettere a fattor comune il patrimonio multiculturale, presente anche nelle realtà economiche, sociali e demografiche di Albisola?

La Ceramica – aggiunge Sandro – andrebbe declinata non solo come arte autoreferenziale e fine a se stessa, ma volano di nuove attività economiche, commerciali e turistiche; anche attraverso la organizzazione scadenzata di iniziative pubblico-private volte a promuovere nuove risorse e nuovi giovani artisti albisolesi come Tony Salem, Dolores De Giorgi, Paolo Pastorino, Lina Marino, Lorenzo Spotorno, Anna Maria Da Bove, Maria Luisa Vrani, Marcello Mannuzza e altri. La proposta operativa è costruire il Tavolo Programmatico di Concertazione dell’arte della ceramica tra Comune e Rappresentanza degli Artisti su progetti mirati a valorizzare il marchio della ceramica di Albisola.

La prima proposta riguarda l’arredo urbano e la Porta di Benvenuto – Welcome ad Albisola Citta della Ceramica, a partire dall’aiuola (oggi in condizioni indecenti) posta proprio all’uscita dell’autostrada. Si tratterebbe si arricchirla con opere offerte gratuitamente dagli Artisti di Albisola e di collocare uno o due Totem con le indicazioni dei laboratori artigianali della Ceramica. Una siffatta azione di promozione e marketing della Città, andrebbe estesa in tutti i punti strategici. Tra le iniziative già programmate dagli artisti di Albisola Superiore (iniziative che meriterebbero un ruolo promozionale e di supporto del Comune), spiccano: Un’Estemporanea di Pittura, fissata per l’8 luglio, in Lungomare Montale, via Colombo e Piazza Tagliani, organizzata con la Scuola Comunale d’arte di ceramica sul tema “Uno scorcio di Albisola”;

La Rassegna internazionale di arte contemporanea “Mondomare” per il 21 e 22 luglio; un appuntamento ideato e presentato dal Maestro Vittorio Scapin con dimostrazioni dal vivo, modellati di ceramica, costruzioni di vasi, animazione e musica; la serata conclusiva del 22 luglio alle ore 21,30 si terrà sulla Terrazza del Mare con il “Grande Jazz” della Big Bang Band con 50 musicisti diretti dal Maestro Claudio Capurro.

Bruno Spagnoletti

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